Economia del cinema. Una leva di sviluppo, non solo per il lago

Al Festival Continua la missione lariana a Venezia con un dibattito sulle potenzialità del territorio. Dadati: «Occasione anche per le Valli e la Brianza»

Economia del cinema. Una leva di sviluppo, non solo per il lago
Il dibattito ieri al Festival di Venezia

Il Lario si presenta come coprotagonista del Festival del cinema che si svolge in questi giorni al Lido e mette sotto i riflettori di registi, sceneggiatori e produttori internazionali tutte le potenzialità del paesaggio, delle storie e anche delle maestranze e capacità artigianali che abitano le province di Como e Lecco.

Ieri l’evento “Raccontare un lago di storie, personaggi, paesaggi”, moderato dal critico cinematografico Lorenzo Ciofani, ha sottolineato il ruolo delle parole e delle immagini nel definire i luoghi. Lo scrittore bellanese Andrea Vitali, ospite speciale, ha infatti confermato «il paesaggio del lago ormai non è solo un paesaggio, ma un personaggio a tutti gli effetti, elemento principale nella storia: non è più un bel scenario ma diviene indispensabile per animare la vicenda».

Per Lorenzo Riva, vicepresidente Camera di Commercio di Como-Lecco «il cinema costituisce certamente un’imperdibile opportunità per il Lago di Como. Si tratta di un settore significativo per lo sviluppo del turismo sia sulla sponda comasca, sia su quella lecchese. Ma non solo. Il sistema produttivo lariano nel suo complesso è caratterizzato da competenze eccellenti in grado di rispondere in maniera adeguata e trasversale alle necessità delle produzioni cinematografiche e televisive, con evidenti ricadute positive in termini di contenimento delle spese di trasferta».

Si fa riferimento a tutta quella macchina del cinema che accompagna le produzioni composta da tecnici, costumisti e scenografi e che possono essere proposti da realtà di impresa già presenti a Como e a Lecco, purché messi a sistema, connessi tra loro e promossi anche nell’ambito del cinema.

«L’alleanza con Fondazione Ente dello Spettacolo - ha detto il presidente mons. Davide Milani - è la prosecuzione di un promettente percorso di studio e di intervento per fare crescere il legame tra queste terre e il cinema. Uno straordinario binomio per il rilancio turistico ed economico ma soprattutto un potente strumento di crescita culturale».

È stato osservato quanto e come sia cambiata la sponda lecchese del Lago di Como negli ultimi decenni, anche ospitando produzioni cinematografiche.

A questo proposito Fabio Dadati, presidente di Lariofiere, ha spiegato: «ci sono due realtà molto diverse che riguardano il cinema sul territorio lariano: le grandi produzioni americane, hollywoodiane, delle reti streaming, che arrivano in modo indipendente, hanno budget importanti, si muovono in autonomia scegliendo location sulla sponda occidentale e sul centro lago. Queste realtà ci scelgono non per la promozione o le attività di sostegno, ma per il brand Lago di Como. Poi ci sono le produzioni italiane e internazionali al di fuori di questi circuiti e che devono essere raggiunte, coinvolte, sostenute. Sono l’opportunità per il resto del territorio: la sponda lecchese, le sue valli, la Brianza sia comasca che lecchese, il triangolo lariano. È su questo che ci stiamo impegnando da anni come Lariofiere in accordo con la Camera di Commercio di Como-Lecco. Un supporto determinante ci è dato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo che ci segue e ci aiuta, ci forma e ci indica la strada migliore. Lavoriamo perché le location lariane siano scelte non per il brand, non solo, ma per ciò che siamo in grado di offrire in termini di contenuti. Venezia è una delle opportunità per quei luoghi lariani che sono meno noti al grande pubblico internazionale».

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