Coronavirus, cassa integrazione  Subito l’indennità ai lavoratori
L’emergenza ha portato alla chiusura delle attività non essenziali

Coronavirus, cassa integrazione

Subito l’indennità ai lavoratori

L’iniziativa Il credito cooperativo apre la strada. Pontiggia (Brianza e Laghi): «Plafond di due milioni»

Subito ai lavoratori delle imprese clienti l’anticipo della cassa integrazione. Il credito cooperativo, anche in questa drammatica emergenza, si candida a un ruolo da protagonista nel sostegno alle attività di impresa e al reddito delle persone. A lanciare la sfida è Giovanni Pontiggia, presidente della Bcc Brianza e Laghi e rappresentante del credito nel Consiglio della Camera di commercio: domani mattina il cda dell’istituto che presiede dedicherà alla voce lavoratori un plafond di 2 milioni di euro

Il progetto

«Un migliaio di euro a nucleo familiare può essere prezioso in un momento come questo - spiega Pontiggia – e sono certo che tutto il movimento del credito cooperativo, nelle province di Lecco, Como e Monza, condividerà questa iniziativa. Una risposta di sistema può avere un impatto non indifferente e sarebbe ulteriormente amplificato se vi fosse un intervento della stessa ». L’obiettivo è fare presto, prioritario è dare assistenza ai lavoratori che a causa dell’emergenza coronavirus si sono visti ridotto o sospeso l’orario di lavoro. Il tutto in attesa che, nell’arco di qualche settimana, si perfezioni il meccanismo dell’anticipo della cassa integrazione così come richiesto dalla Regione Lombardia. È stato lo stesso presidente Attilio Fontana a intervenire presso la Commissione regionale di Abi affinché si individuasse il meccanismo utile ad anticipare l’indennità, anche in deroga, utilizzando procedure quanto più possibile semplificate ed ipotizzando l’attivazione di un sistema di garanzie regionali a copertura delle anticipazioni. Si tratta di un meccanismo non inedito, un provvedimento analogo è stato assunto nel 2009 e, allora, fu proprio la provincia di Como ad avere un ruolo da apripista: «L’iniziativa fu avviata dal credito cooperativo e si concretizzò in un protocollo a cui aderirono tutti gli istituti bancari». Il percorso è definito, come allora si basa sull’intervento di Finlombarda a garanzia delle somme anticipate, ma potersi compiere occorrerà qualche settimana di attesa, tra convenzione nazionale e sottoscrizione dei protocolli territoriali.

I numeri

Anche se non c’è ancora un dato preciso, secondo fonti sindacali sono circa 400 le richieste di cassa integrazione presentate dalle aziende comasche con la causale Covid-19, mentre 230 sono state depositate in provincia di Lecco. Si tratta evidentemente di numeri ancora molto bassi e destinati a crescere nei prossimi giorni. Del resto, come evidenziato anche dalle organizzazioni degli artigiani, numerosi imprenditori hanno preferito in queste settimane utilizzare le ferie arretrate per coprire lo stop produttivo. Una scelta dettata sia dalla maggiore facilità di ricorso allo strumento sia dall’obiettivo di permettere ai lavoratori di restare a casa con la piena retribuzione. La causale Covid-19 è stata istituita dall’Inps in considerazione delle novità introdotte dal decreto Cura Italia. La domanda per la cassa integrazione ordinaria potrà essere presentata entro il quarto mese successivo a quello di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.n 
E. Mar.


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