Como in zona rossa
E il Ticino fa vacanza:
hotel al completo a Pasqua

La chiusura della frontiera ha contribuito al “tutto esaurito”negli alberghi

Como in zona rossa E il Ticino fa vacanza: hotel al completo a Pasqua
La facciata dello Splendide, un punto di riferimento del lungolago di Lugano dal 1887

«Gli hotel sono già esauriti a Pasqua». Lo ha assicurato, ai microfoni di TeleTicino, il vicepresidente di HotellerieSuisse Ticino, Massimo Perucchi. Ed è un dato che desta sorpresa soprattutto in una Lombardia in zona rossa.

Si tratta di una notizia di assoluto rilievo nella settimana in cui Berna ha inviato ai Cantoni la bozza contenente le riaperture a partire dal 22 marzo, in cui si parla unicamente di riaprire le terrazze - vale a dire delle aree esterne - di bar e ristoranti (gli alberghi fanno storia a sé).

Secondo tradizione, dai Cantoni a nord del Gottardo neppure quest’anno in tantissimi rinunceranno a recarsi per il lungo week end di Pasqua nel Cantone di confine. «A questo punto bisogna aprire tutto, non solo le terrazze - ha aggiunto Perucchi -. Nessun timore, il turista è maturo e responsabile».

L’annuncio di HotellerieSuisse Ticino è arrivato proprio nei giorni in cui l’Italia ha deciso di blindarsi in vista delle festività pasquali. Nel Belpaese, l’intenzione è quella passare in zona rossa il sabato, la domenica di Pasqua e il lunedì di Pasquetta. E di sicuro le frontiere chiuse stanno avendo un ruolo importante in questo “tutto esaurito” che il Ticino o almeno gran parte di esso fa registrare a venti giorni dal lungo week end di Pasqua.

A stretto giro, nella giornata di ieri, ci sono da registrare due prese di posizione di rilievo. La prima è arrivata da Ticino Turismo, che in una lunga nota ha espresso grande preoccupazione per la situazione di incertezza che regna in uno dei comparti di maggior rilievo dell’economia cantonale. «Il turismo rappresenta oltre il 10% del Pil del nostro Cantone - si legge nella nota - e questa importante percentuale – ogni tanto giova ricordarlo – racchiude una miriade di piccole e grandi realtà».

Da qui l’appello ai Comuni ed alle realtà territoriali a sostenere tutte le attività che fanno riferimento al “segmento turismo”. Nel contempo, Ticino Turismo ha lanciato una campagna di marketing territoriale rivolta alla Svizzera interna ed ai Cantoni romandi, «in una misura ridotta rispetto al passato».

«Nonostante l’incertezza del momento - scrive Ticino Turismo - rimane fondamentale continuare a mantenere alto l’interesse dei potenziali ospiti verso la destinazione». La seconda presa di posizione è arrivata direttamente dal Governo di Bellinzona, che in un documento molto articolato ha spiegato la propria posizione (già inviata a Berna) rispetto ai nuovi allentamenti proposti a partire dal 22 marzo dal Governo federale.

«In questa fase - si legge - i messaggi del Consiglio federale appaiono non lineari e per certi versi disorientanti».

Nel dettaglio, la proposta di aprire unicamente le aree all’aperto di bar e ristoranti - proposta «che aveva già raccolto un certo scetticismo nell’ultima consultazione» - «potrebbe costituire un’opportunità per una prima limitata ripartenza del settore e risponde anche alla forte aspettativa di ritorno alla normalità da parte della popolazione».

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