Calo delle vendite di forbici. Si spera nel traino dell’export

Le trentacinque aziende del consorzio Premax accusano una contrazione di ricavi e ordini

Calo delle vendite di forbici. Si spera nel traino dell’export
Una fase della produzione delle forbici

Il mercato rallenta, a causa dell’inflazione, e gli operatori nutrono timori per l’autunno, ma almeno la disponibilità di materia prima non è più un problema.

I 35 artigiani del consorzio Premax, di Premana, guardano con apprensione al rientro dalle ferie, preoccupati dal fatto che le avvisaglie che già si notano in ordine alla diminuzione degli ordini possano trovare conferma e anzi accentuarsi a settembre.

«Stiamo assistendo – ha commentato il direttore, Giovanni Gianola - ai primi segnali di contrazione del mercato, a causa della spinta inflattiva degli ultimi sei mesi, che ha inciso in modo particolare sulle materie prime, toccando soprattutto acciaio, energia elettrica e gas. Ora i rincari sono arrivati al consumatore finale, che nelle ultime settimane ha arrestato i consumi. Gli acquisti stanno rallentando con una rapidità e una forza mai viste negli ultimi trent’anni. Adesso siamo in un clima di sospensione, in attesa di capire cosa succederà in autunno. Per il nostro distretto l’acciaio è la principale materia prima: resta alto, come costo di acquisto, ma la disponibilità è migliorata. Da grossisti e distributori il materiale si trova senza grossi problemi, anche se resta ai prezzi assurdi di sei mesi fa. L’energia è rimasta altissima e il gas non solo non diminuisce, ma temiamo che potrà ulteriormente aumentare».

Si cerca però di nutrire un minimo di fiducia. «Il 95% dei nostri prodotti prendono la strada dell’estero e vediamo aree come il Nord Europa, il Nord America, alcune aree del Mediterraneo che continuano ad avere una buona economia, quindi – ha concluso Gianola – confidiamo sulla possibilità che in questi territori si possa continuare a lavorare positivamente». C. Doz.

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