«Bps in salute e scenari positivi»
Mario Alberto Pedranzini e Francesco Venosta (Foto by Luca Gianatti)

«Bps in salute e scenari positivi»

La lettera: la Banca Popolare di Sondrio scrive ai 180mila soci per fare il punto sui primi sei mesi dell’anno. «Gli sforzi per ridurre i crediti deteriorati stanno pagando» - Crescono anche il personale e le unità operative.

Una banca in buona salute. La Bps lo scrive ai 180mila soci per descrivere uno scenario sostanzialmente positivo dopo i primi sei mesi dell’anno. Attraverso la lettera, firmata dal consigliere delegato e direttore generale Mario Alberto Pedranzini e dal presidente Francesco Venosta, l’istituto fa il punto, con qualche riflessione, sull’attività della banca e sull’attualità, partendo dall’economia.

Come annunciato nei mesi scorsi, l’utile netto consolidato di 98,599 milioni di euro e quello della capogruppo di 80,048 milioni sarebbero stati rispettivamente di circa 138 e 119 milioni, se la banca non avesse dovuto sborsare 58,852 milioni, al lordo dell’effetto fiscale, per contributi e altri oneri legati alla stabilizzazione del sistema bancario nazionale. La buona salute della “Sondrio” è riscontrabile anche dalla crescita del personale e delle unità operative, in una logica di mirata e ragionata espansione territoriale da un lato, e rafforzamento strutturale dall’altro. Le nuove aperture, avvenute nel semestre scorso, di due agenzie in Emilia dopo le cinque dello scorso anno in varie Regioni del Nord, hanno portato il totale delle filiali a 339, alle quali si aggiungono oltre 140 sportelli di tesoreria e 20 filiali della controllata Bps Suisse Sa di Lugano più lo sportello virtuale Direct Banking di Lugano.

«La valutazione assegnataci a febbraio scorso dall’agenzia di rating Dagong Europe, affiliata alla Dagong Global Credit Rating di Pechino, è stata lusinghiera, motivata tra l’altro dalla nostra adeguata dotazione di capitale, largamente superiore ai requisiti richiesti, dalla qualità del credito, che presenta confortanti segnali di miglioramento in atto e in prospettiva, e così di seguito», spiegano i dirigenti. La primaria agenzia londinese Fitch Ratings, a giugno 2017, nell’assegnazione del rating, «se da un lato ha abbassato di un grado il nostro merito creditizio, seguendo la linea del downgrading adottata per l’Italia ad aprile scorso, dall’altro ha portato da negativa a stabile la valutazione prospettica, ha ritenuto soddisfacente la nostra dotazione di capitale e ha giudicato solida la posizione di liquidità». Anche lo scenario per il futuro è positivo. «Premesse queste per continuare a svolgere al meglio il nostro mestiere, destinando a iniziative imprenditoriali le risorse affidateci da coloro che ci esprimono costante fiducia - aggiungono -. Gli impieghi, diversificati nelle varie forme, sono cresciuti significativamente. Abbiamo cercato di assistere le aziende meritevoli, con un occhio di riguardo anche per i nostri clienti che, in presenza di buoni fondamentali, hanno manifestato segnali non patologici di tensione finanziaria, ragionevolmente superabili».

Un altro fattore centrale è quello del credito e più precisamente quello deteriorato. «Il costante sforzo dell’intera struttura, anche nel periodo in esame, per alleggerirne l’incidenza percentuale ha prodotto positivi risultati. È un aspetto che teniamo in massima evidenza per far sì che sia lo stock e sia l’incidenza dell’aggregato sul totale degli impieghi abbiano a diminuire, pure attraverso la mitigazione dei flussi di entrata. Abbiamo proseguito l’attività con l’impegno e gli obiettivi di sviluppo di sempre, supportando l’internazionalizzazione delle nostre imprese con un ampio ventaglio di interessanti proposte e vantaggiose soluzioni».


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