Bissi Holding, energia dai piccoli salti
L’impianto sul fiume Lambro a Milano, in prossimità del quartiere Crescenzago-Cascina Gobba

Bissi Holding, energia dai piccoli salti

Inaugurata una nuova centrale a Milano: è la prima esperienza di questo tipo nella metropoli . Il presidente: «Innoviamo con una tecnologia antica» - La centrale sul Lambro sfrutta un dislivello di 210 centimetri.

Bastano un paio di metri. Un piccolissimo salto, di quelli che si osservano nei fiumi di pianura, oppure nei canali irrigui, e con la vite di Archimede si produce energia pulita.

Parte da questa tecnologia la nuova esperienza nel comparto idroelettrico di Bissi Holding, società sondriese che produce, a livello internazionale, energia elettrica da fonti rinnovabili. Nei giorni scorsi è stata inaugurata una centrale a Milano: è la prima esperienza di questo tipo nella metropoli lombarda.

Dopo circa cinque mesi di cantiere, sono terminati i lavori per la realizzazione di un impianto da 1,4 milioni di euro sul fiume Lambro a Milano, in prossimità del quartiere Crescenzago-Cascina Gobba. Questa centrale utilizza una portata di 15.000 litri al secondo sfruttando un dislivello di 210 centimetri, genera una potenza di 225 kilowattora ed è in grado di soddisfare i consumi di 1.500 persone.

«È un impianto innovativo, ma che utilizza il meccanismo di una tecnologia antichissima - spiega Marco Bissi, 48 anni, presidente dell’azienda valtellinese -. La vite di Archimede, infatti, ha una lunga storia e veniva utilizzata soprattutto per portare l’acqua in superficie, quindi per finalità irrigue. Oggi il suo meccanismo è stato ripensato e grazie all’applicazione di questa tecnologia è possibile produrre energia rinnovabile da salti bassissimi, altrimenti non utilizzabili. L’innovazione si racchiude qui, in un nuovo modo di ripensare e di produrre energia pulita. Non possiamo nascondere la soddisfazione nell’essere stati i primi a costruire a Milano un impianto idroelettrico di questo tipo».

Le turbine classiche installate negli impianti ordinari, infatti, non sono adeguate per questa tipologia di corsi d’acqua. «Attraverso questa tecnologia la produzione è legata a dislivelli molto bassi, ad esempio vecchie derivazioni irrigue, ma possono essere ritenuti adeguati anche i corsi d’acqua di pianura. Si tratta del primo di tre progetti simili: gli altri verranno realizzati vicino a Linate e in Brianza. Nel caso del Lambro, un fiume noto per le condizioni tutt’altro che ottimali dell’acqua a causa dell’urbanizzazione, si riesce a produrre energia pulita in un contesto fortemente antropizzato e, purtroppo, inquinato. Per la fauna ittica non ci sono conseguenze negative: è un altro aspetto di attenzione all’ambiente».

Innovazione e sostenibilità sono i punti centrali della filosofia aziendale di Bissi Holding. «Siamo fortemente orientati alla crescita e perseguiamo importanti opportunità di investimento a livello internazionale - aggiunge il presidente della società valtellinese -. Lo facciamo nella convinzione che la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili contribuisca a garantire l’approvvigionamento e l’autonomia dei diversi Paesi, a salvaguardare l’ambiente e uno sviluppo sostenibile. Abbiamo cercato di innovare, di percorrere nuove strade, puntando verso nuovi mercati, ma conservando le nostre radici valtellinesi, sia a livello di valori, sia come sede amministrativa e della gestione degli impianti. Siamo convinti che il piccolo idroelettrico ha ancora spazi per diffondersi, soprattutto perché si tratta di una tecnologia compatibile con l’ambiente. Certo, anche il nostro settore deve fare i conti con i limiti di un Paese segnato dalla burocrazia. All’estero, negli stessi ambiti, tutto è più semplice».


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