Anche le aziende vanno a Young
A caccia di giovani da formare

Lariofiere Il progetto di Gruppo Pontiggia e Anors punta a preparare in un anno dieci giovani saldatori. «La prospettiva? Un contratto delle durata di tre anni»

Anche le aziende vanno a Young A caccia di giovani da formare
A Young lo stand del Gruppo Pontiggia di Figino Serenza

L’offerta di lavoro è ampia, ma il personale specializzato non si trova. Un tema molto dibattuto anche questo fine settimana a Young, il salone dell’orientamento che si è chiuso ieri a Lariofiere. Tra tante università pronte ad attirare i neodiplomati, al centro espositivo erbese c’erano anche aziende disposte a formare i ragazzi internamente con l’obiettivo di reclutare forza lavoro.

È il caso del Gruppo Pontiggia, una filiera aziendale con sede a Figino Serenza specializzata nella subfornitura di macchine per conto terzi: una realtà che conta più di duecento dipendenti sparsi nei vari poli produttivi sul territorio comasco, con un’età media intorno ai 35 anni. Lo stand del gruppo parla chiaro: l’azienda cerca personale molto vario, dai montatori al saldatori, dai magazzinieri agli impiegati.

La sfida

«Partecipiamo a Young - spiega Mariella Pontiggia, una dei titolari - per intercettare giovani neodiplomati. Passano tanti ragazzi, ma pochi hanno le idee chiare e la maggior parte sembra propensa a voler continuare gli studi. Noi crediamo moltissimo nei giovani e nella formazione, l’età media del nostro personale è bassa».

Fra i servizi offerti allo stand c’è anche l’assistenza nella stesura del curriculum: è come se la stessa azienda volesse aiutare i ragazzi a organizzare le idee. Il Gruppo Pontiggia a Young ha promosso un progetto innovativo di avviamento al lavoro, che lo vede protagonista insieme a un’altra azienda di Figino Serenza (la Anors), il Comune e gli sportelli informagiovani.

«L’idea è della Anors - dice Pontiggia - e abbiamo aderito con entusiasmo. Siamo due realtà che fanno squadra assumendo con contratto di apprendistato di primo livello della durata di nove mesi per formare dieci saldatori. I ragazzi seguiranno un percorso misto tra formazione d’aula e formazione pratica nelle nostre due aziende. La prospettiva? Passare poi a un contratto di formazione di secondo livello della durata di tre anni».

I requisiti richiesti sono età compresa tra 18 e 24 anni e l’attestazione del superamento del quarto anno di scuola superiore. Il significato del progetto è chiaro: aziende che da anni faticano ad assumere giovani all’altezza all’uscita dalle scuole professionali iniziano a fare da sé, avviando corsi di formazione interni.

Il report

Venerdì Young ha ospitato la presentazione del report sui giovani, la formazione e l’occupazione firmato dalla Camera di Commercio Como e Lecco. Dal documento emerge un quadro chiaro sui fabbisogni professionali delle imprese, desiderata che spesso restano tali.

Nell’area lariana nel suo complesso, tra i laureati l’indirizzo economico è quello più richiesto (22 per cento della domanda totale di laureati a Lecco e 23 per cento a Como). Particolarmente richiesti anche gli indirizzi di ingegneria: il 28 per cento a Lecco e il 19 per cento a Como.

Tra i diplomati, le imprese richiedono in misura prevalente quelli nell’indirizzo amministrazione, finanza e marketing: nell’area lariana sono il 30 per cento della domanda complessiva di diplomati. Importanti opportunità lavorative si aprono per coloro che hanno studiato nell’indirizzo meccanico-meccatronico (27 per cento della domanda di diplomati nel Lecchese, 14 per cento nel Comasco).

Quanto alle qualifiche professionali, spicca il settore della meccanica con il 38 per cento a Lecco e il 16 per cento a Como. Di rilievo, con la crescita del turismo, anche la ricerca di qualifiche professionali nel campo della ristorazione: in questo caso prevale la richiesta delle aziende comasche (27 per cento) rispetto a quelle lecchesi (con il 20 per cento del numero complessivo di qualificati previsti in assunzione).

Da sottolineare infine la propensione ad assumere under 30: la quota di assunzioni giovani previste sul territorio di Como e Lecco è pari al 30 per cento del totale.

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