Ancora cassa integrazione
all'Aida di Calolziocorte

L'Aida di Calolziocorte, l'ex Manzoni presse, ha raggiunto l'accordo con Fim e Fiom per l'utilizzo della cassa integrazione ordinaria per i 120 dipendenti. Il ricorso all'ammortizzatore sociale è legato al calo della domanda sui mercati

Ancora cassa integrazione all'Aida di Calolziocorte
Nuovo procedimento di cassa integrazione per i 120 dipendenti della Aida di Calolziocorte, ex Manzoni Presse. E' la terza richiesta di cassa integrazione ordinaria avanzata dalla multinazionale giapponese, per far fronte alla crisi dei mercati, che colpisce anche altre imprese lecchesi che producono presse.
L’accordo sulla Cig all'Aida è stato siglato dai sindacalisti di Fim e Fiom e dall’amministratore delegato di Aida. Durante l’incontro c’è stato spazio anche per discutere delle prospettive industriali dei due stabilimenti italiani di Aida: quello di Calolziocorte e quello Bresciano ex Rovetta che occupa più di 200 dipendenti. Il timore degli operai lecchesi, specializzati nella produzione di presse di medie e piccole dimensioni, è che la maggior parte dell’attività produttiva venga accentrata nel bresciano, lasciando a Lecco un polo amministrativo, commerciale e di assistenza. Tuttavia l’azienda smentisce queste voci, al contrario è ottimista sull’arrivo di nuove commesse per lo stabilimento di Calolziocorte. Visti i tempi tecnici di presa in consegna di nuove presse - circa tre mesi per progettare e dare il via alla produzione vera e propria - Aida potrebbe riprendersi dalla crisi entro lafine dell’anno, riaccendendo entrambi i motori produttivi di Calolziocorte e Brescia.

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