Wall Street, finalmente ci siamo  Il 21 marzo si taglia la prima pizza
La rimozione dell’insegna della pizzeria, simbolo della famiglia Coco Trovato

Wall Street, finalmente ci siamo

Il 21 marzo si taglia la prima pizza

Dopo un quarto di secolo Il locale da pizzeria della ’ndrangheta a pizzeria della legalità La gestione affidata a un’associazione temporanea di imprese, tra cui Arci e Auser Lecco

Wall Street risorge. Da ristorante della mafia a pizzeria della legalità. Entro fine marzo, con molta probabilità il 21 marzo, primo giorno di primavera, ci sarà il taglio del nastro, a cui dovrebbe essere presente Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia. Dopo alcuni rallentamenti dovuti alla necessità di ripubblicare il bando d’affido, in via Belfiore arriverà la pizzeria della legalità.

Dopo oltre un anno d’attesa è ora il momento del taglio del nastro. Il Comune ha dato il via libera all’assegnazione definitiva della pizzeria, all’associazione temporanea di imprese formata da “Fabbrica di Olinda” di Milano, società cooperativa sociale onlus, capofila, Arci Lecco e “Auser volontariato Filo d’argento”. I tre soggetti infatti sono risultati in possesso dei requisiti previsti dalla legge.

La cordata di realtà associative, vincitrice del bando a evidenza pubblica, dovrà gestire il locale secondo il progetto “I sapori e i saperi della legalità”.

Lo scorso anno era stata necessaria la ripubblicazione del bando per la pizzeria della legalità, in quanto uno dei partner iniziali, l’associazione “Altra Via” di Calolziocorte, non aveva ratificato, attraverso il proprio consiglio direttivo, la partecipazione al bando. Un disguido tecnico che aveva bloccato tutto, frenando l’apertura della pizzeria. «L’inaugurazione sarà entro fine marzo - spiega il sindaco Virginio Brivio - i lavori di sistemazione e arredo dei locali sono ormai terminati. Nei prossimi giorni ufficializzeremo la data del taglio del nastro. Sarà un momento importante per tutta la città».

Uno dei luoghi più noti della mafia, gestito all’epoca dalla famiglia Coco Trovato, dopo anni di chiusura, trasformato inizialmente in un magazzino, dopo oltre vent’anni torna ai lecchesi in una nuova veste.

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