Vivono in roulotte  «Noi sotto attacco  ora abbiamo paura»
La famiglia Blevi, giostrai che abitano a Lecco dagli anni ’70, si sente nel mirino : «L’altra sera sono passati dei ragazzi che ci hanno urlato “zingari di m...” E non siamo neanche rom»

Vivono in roulotte

«Noi sotto attacco

ora abbiamo paura»

Alla famiglia Blegi l’Enel ha staccato la corrente. «Da anni qui al Bione, sempre pagato le bollette. Siamo giostrai, ci trattano come i nazisti gli ebrei»

Da anni stazionano al Bione con le loro roulotte. Da anni non ci sono mai stati problemi con la cittadinanza. Da anni fanno questa vita senza che nessuno si sia lamentato di loro. Poi all’improvviso, nel giro di una settimana, le loro vite sono state messe sotto i riflettori, guardate al microscopio e stravolte. Soprattutto perché qualche giorno fa qualcuno gli ha tolto qualcosa di essenziale.

Mercoledì scorso due tecnici dell’Enel si sono presentati nella zona del Bione dove stazionano una decina di roulotte. Qui vive e risiede la famiglia Blegi, storica famiglia di giostrai dagli anni 70. I due tecnici hanno tolto l’energia elettrica a queste persone, una quindicina in totale che ora dormono al freddo, si lavano senza acqua calda e hanno anche due bambini piccoli, uno di un anno e mezzo e uno di cinque mesi.

«Gli abbiamo chiesto perché ci stavano staccando la corrente – racconta Lina Blegi -, loro ci hanno risposto che non avevamo pagato le bollette: non è vero, noi le abbiamo sempre pagate regolarmente, possiamo mostrarle. Di solito avvisano se non paghi prima di staccartela, invece qui è successo tutto in due minuti senza nessun preavviso. Vivere in queste condizioni è molto difficile, oltre ai bambini piccoli abbiamo gli anziani».

La vita tra le roulotte del Bione è stata stravolta da circa una settimana, da quando il consigliere comunale Giacomo Zamperini di Fratelli d’Italia ha fatto un sopralluogo a sorpresa da queste parti dove credeva bivaccasse una comunità rom, invece si è trovato di fronte una famiglia di giostrai italiani residente regolarmente a Lecco. «Sì da quel giorno è cambiato tutto – prosegue la signora – l’altra sera mio figlio era qui fuori, sono passati dei ragazzi e gli hanno urlato: “Zingari di m….. stanotte veniamo a bruciarvi”. Non capisco tutto questo odio, noi siamo di Lecco, i nostri nonni e genitori sono sepolti qui al cimitero. Non siamo rom e non abbiamo mai fatto niente di male, perché tutto questo odio?».


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