Visite ed esami, regole più rigide  Chi non disdice ora paga il doppio
Il Cup dell’ospedale Sant’Anna: le mancate disdette delle prenotazioni allungano l’attesa per tutti

Visite ed esami, regole più rigide

Chi non disdice ora paga il doppio

Obbligo di avvertire in caso di impossibilità - Al S. Anna e al Valduce, un paziente su quattro non lo fa - In media all’Asst lariana 250 annullamenti al giorno

Le multe a chi prenota gli esami medici e poi non si presenta, assicura la Regione, stanno arrivando anche se con il contagocce. Fino allo scorso dicembre le aziende ospedaliere inviavano ai cittadini che avevano saltato l’esame senza avvisare il pagamento di un addebito pari a 25,82 euro.

E dallo scorso gennaio è cambiato tutto: chi non si presenta a una visita o a un esame è obbligato a comunicare la disdetta con almeno tre giorni lavorativi d’anticipo. In caso contrario, nel momento in cui fisserà un nuovo appuntamento e pagherà un nuovo ticket, si vedrà addebitare anche la prestazione precedente non disdetta. Non sono previste deroghe ai tre giorni.

Ma come disdire? È possibile farlo direttamente online nel caso di strutture appartenenti al circuito del Cup, centro unico di prenotazione. Basta inserire il proprio codice fiscale, le ultime cinque cifre della tessera sanitaria e il codice ricetta o appuntamento e inoltrare la richiesta direttamente sul sito. In alternativa, è possibile telefonare direttamente al numero 800 638 638 e comunicare in anticipo l’impossibilità a presentarsi all’appuntamento. Per tutte le altre strutture, invece, esiste una certa libertà d’azione: meglio informarsi per tempo su quali siano le modalità di disdetta.

Resta il tema delle “multe” arretrate. La Regione assicura che sono partire, anche se i numeri non sono noti e sono comunque risicati. Sono poche centinaia i trasgressori pescati a fronte di un fenomeno molto più diffuso, le visite a vuoto sono migliaia all’anno. La misura comunque ha una portata ridotta anzitutto perché non sono sanzionabili i pazienti coperti dal diritto all’esenzione. E poi perché chi non dà l’avviso all’ospedale riceve prima per posta una comunicazione per regolarizzare il pagamento o giustificare l’assenza, per esempio un motivo di salute o lavorativo documentato.

Ci vuole del tempo dunque. A volere le sanzioni per chi prenota e non avvisa dell’assenza era stato l’assessore al welfare Giulio Gallera, annunciando il pugno duro. Ora dalla Regione spiegano però che le multe devono servire come disincentivo. E comunque da quest’anno chi ha dato buca ai dottori senza avvisare, alla successiva prenotazione deve saldare anche la precedente visita. Un recupero in termini di risorse oltre che di organizzazione.

Sì perché la cattiva abitudine di non disdire secondo gli specialisti e i vertici ospedalieri allunga i tempi d’attesa e le code già infinite. I centri di prenotazione cercano comunque di tappare i buchi, con una buona gestione dei pazienti interni per esempio, certo una completa informazione agevolerebbe il complicato lavoro. Disdire insomma permette di liberare posti per altri utenti. Al Sant’Anna per esempio un reparto come quello di ginecologia di recente offre le visite a scadenza non urgente a cento giorni di distanza. Uno dei motivi delle difficoltà, spiegano i medici, è anche quello delle tante prenotazioni andate a vuoto.

L’Asst Lariana in media dal lunedì al venerdì conta 250 disdette al giorno. Le stime risalgono al 2017, ma si tratta di circa 15mila esami saltati all’anno, di questi solo circa 3.100 non hanno ricevuto il dovuto preavviso. È una visita buca ogni quattro disdette. Il fenomeno riguarda più gli esami specialistici che quelli diagnostici, e la radiologia. Anche l’ospedale Valduce in città lamenta lo stesso problema. Tra il 10% e il 20% dei pazienti che hanno prenotato non si presenta all’appuntamento. Ieri mattina agli ambulatori di neurologia per esempio non sono arrivati due pazienti su otto.


© RIPRODUZIONE RISERVATA