Vandalismo al treno, salta la corsa  «Grande disagio senza bus sostitutivi»
Uno scorcio della stazione di Tirano dove ieri si è verificato l’episodio del treno non partito (Foto by archivio)

Vandalismo al treno, salta la corsa

«Grande disagio senza bus sostitutivi»

Estintori presi di mira sul convoglio della mattina tra i più frequentati dai pendolari. Viaggiatori furiosi.

È iniziata malissimo la giornata di ieri per i pendolari della nostra provincia, che utilizzano quotidianamente il treno per raggiungere la sede di lavoro. Il convoglio che doveva partire alle 6,12 da Tirano per giungere a Milano alle 8,38 è stato soppresso. Al posto di iniziare la propria marcia sui binari, il convoglio ha dovuto restare fermo nella stazione abduana per consentire al personale di porre rimedio all’ennesimo atto di vandalismo contro un treno.

Ignoti se la sono presa con gli estintori all’interno delle carrozze ferme a Tirano, danneggiandoli e non permettendo alla corsa di partire senza che il sistema antincendio fosse sistemato. Da Trenord non è stato specificato se siano state danneggiate le porte oppure i finestrini per entrare nelle carrozze. La soppressione della corsa, senza che fosse predisposto un treno sostitutivo oppure fosse istituito un servizio bus, ha creato non pochi disagi a tutti coloro che dovevano raggiungere il capoluogo milanese ieri mattina.

Immediata è scattata la protesta dei pendolari, che sulla rete hanno sfogato tutto il malcontento per l’ennesimo contrattempo che hanno dovuto subire nel viaggiare con i mezzi pubblici. «Sono stati penalizzati un migliaio di lavoratori - tuona il segretario generale trasporti della Filt Cgil provinciale, Giorgio Nana -, visto che quando il treno giunge in stazione a Milano ha un simile carico. Non capisco perché i pendolari che erano in attesa di partire da Tirano non siano stati trasportati a Sondrio, per poi far viaggiare un treno per il capoluogo lombardo. Impossibilitati a salire sul treno delle 6,12 da Tirano, molti lavoratori hanno rinunciato a scendere con altre corse successive, visto che sarebbero comunque giunti con pesanti ritardi sul posto di lavoro - prosegue Nana -. Hanno perso la giornata di lavoro e nessuno gliela risarcisce. È sempre l’utente a essere danneggiato. Anche lavoratori valchiavennaschi che avevano raggiunto in auto la stazione di Colico non hanno potuto far altro che tornare a casa senza recarsi a destinazione».


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