Lunedì 16 Giugno 2014

Valgreghentino: Algat

prosegue l’attività in fabbrica

L’arresto di Gianfranco Castiglioni, imprenditore varesino, titolare della holding Casti e fondatore della Cagiva, ha destato stupore e qualche preoccupazione fra i dipendenti della Algat di Valgreghentino.

Gli addetti Algat da qualche giorno sono tornati al lavoro, dopo essere stati acquisiti dalla società torinese Cln attraverso la controllata Mfb.

E’ arrivata come un fulmine a ciel sereno la notizia che il loro ex datore di lavoro, Castiglioni, che fino al 2013 controllava la Algat attraverso la Casti potesse finire agli arresti domiciliari nella sua abitazione perché indagato per reati fiscali legati alla gestioni di attività in Umbria. Si tratterebbe, nel dettaglio di una maxi frode fiscale da 63 milioni di euro.

«Questa vicenda giudiziaria non tocca Algat – rassicura il sindacalista della Cisl, Emilio Castelli – Perché la famiglia Castiglioni aveva avanzato richiesta di concordato preventivo per Algat nel 2013 e il Tribunale di Varese aveva deciso di optare per il fallimento. La procedura si è conclusa con la cessione ai torinesi della Cln e quindi la nuova Algat non ha più nulla a che vedere con Castiglioni e le sue vicende legali».

Insomma, pericolo scampato per i dipendenti di Algat che, pur avendo passato mesi difficili, alle prese con la cassa integrazione e il fallimento, ora sono tornati al lavoro e fanno parte di un gruppo industriale ben strutturato, solido e che ha interesse a rilanciare la società. Se così non fosse stato è molto probabile che anche Algat sarebbe figurata in quell’elenco di imprese sequestrate dai finanzieri

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