Un’altra petizione   contro l’Italcementi
La Italcementi di Calusco d’Adda

Un’altra petizione

contro l’Italcementi

Merate: dopo le 10mila firme dello scorso

anno raccolte per bloccare l’ampliamento

Una nuova petizione sull’Italcementi dopo le 10 mila firme del 2015, consegnate l’estate scorsa alla Provincia di Bergamo. Questa volta i comitati della rete Rifiuti Zero Lombardia-Merate hanno deciso di organizzarne una seconda per chiedere una analisi epidemiologica sul territorio in cui insistono le emissioni del cementificio di Calusco D’Adda.

La multinazionale del cemento, ora fa parte di Heidelberg Cement, e così è nato il primo produttore mondiale di aggregati, il terzo nel calcestruzzo ed il secondo nel cemento. Come si ricorderà, ormai più di un anno e mezzo fa si conobbe la richiesta dell’azienda di poter utilizzare fino a 110 mila tonnellate all’anno di rifiuti per sostituire almeno parzialmente i dei combustibili tradizionali. Si tratta del cosiddetto Css, combustibile solido secondario, ottenuto dalla componente secca dei rifiuti non pericolosi come plastica, carta, fibre tessili. Non è solo a Calusco che il gruppo cerca di introdurre questo combustibile, anche in altri impianti, come a Colleferro o a Matera. Ma un tratto comune di queste vicende è di aver sollevato la contrarietà di parte dei territori e delle associazioni ambientaliste.

L’articolo su La Provincia di Lecco del 3 luglio


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