“Un futuro al lavoro”  Seicento i lecchesi a Roma
Da sinistra Diego Riva, Rita Pavan e Salvatore Monteduro

“Un futuro al lavoro”

Seicento i lecchesi a Roma

Mobilitazione contro la manovra del governo: «Priva di investimenti per lo sviluppo e le grandi opere» - Critiche ai condoni “nascosti” e alla flat tax per partite Iva

Circa 600 lecchesi fra lavoratori e pensionati prenderanno parte sabato prossimo a Roma alla manifestazione nazionale “#FuturoalLavoro” organizzata da Cgil, Cisl e Uil contro «una manovra finanziaria recessiva, priva di investimenti per lo sviluppo e dell’avvio di grandi opere. Iniziative senza le quali per il Paese sarà decrescita».

Lo ha affermato ieri la segretaria generale della Cisl, Rita Pavan, in apertura della conferenza stampa unitaria che si è svolta a Lecco con la partecipazione dei segretari generali di Cgil, Diego Riva, e Uil, Salvatore Monteduro.

«Chiediamo al Governo miglioramenti a una manovra di Bilancio che ci trova prevalentemente contrari – ha detto Pavan -, nella convinzione che il lavoro e la crescita arrivino solo se ci sono investimenti. Al di là di alcune sfumature di visione – ha aggiunto -, nella critica alla manovra c’è unità fra Cgil, Cisl e Uil».

«Al Governo avevamo chiesto garanzie di diritti su sanità, fisco, pensioni, scuola – ha detto ieri Riva – dicendo chiaramente che non eravamo d’accordo sull’impostazione della manovra. C’è stato un solo incontro durante il quale il Governo si era preso delle responsabilità, poi non rispettate. Chiediamo rispetto in nome dei 12 milioni di persone che i tre sindacati rappresentano. Non siamo contrari a quota 100, ma il Governo deve dire la verità e non imbrogliare con degli slogan».

«La grande mancanza della nuova legge di Bilancio – ha sottolineato Monteduro – è la creazione di lavoro. Il resto è dato da misure di emergenza che tentano di dare risposte alla povertà senza visione di sviluppo futuro».

I sindacalisti hanno passato in rassegna i punti critici della manovra di Governo, dai mancati investimenti alla (parzialmente) mancata rivalutazione delle pensioni, «un sistema con cui si finanzia una parte di quota 100 per le pensioni anticipate – ha osservato Pavan -, caricando ancora una volta i costi su lavoratori e pensionati». E, ancora, il “No” sindacale va anche ai «tagli su istruzione, conoscenza e alternanza scuola-lavoro”, a una pace fiscale «che in realtà è un grosso condono che premia chi non rispetta le regole e crea ingiustizia fra chi le osserva». Pesante la critica alla flat tax al 15% per le partite Iva sotto i 65.000 euro di fatturato, «misura per la quale stiamo verificando il rischio concreto di spostamento di una parte di lavoratori dipendenti in lavoratori autonomi».

Nella richiesta al Governo affinché migliori la legge di Bilancio entrano tutte le proposte già presentate dalle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil all’esecutivo Conte e, ha detto Pavan, «rimaste del tutto inascoltate». Fra queste anche la questione fiscale col rischio che scattino le clausole di salvaguardia sull’Iva, il taglio dei fondi strutturali che l’Inail eroga come contributo alle aziende che innovano i macchinari, rendendoli più sicuri per i lavoratori. Critica aperta inoltre alla quota 100, «che non modifica la legge Fornero e dà una risposta troppo parziale ai lavoratori, penalizzando donne e giovani». Infine il reddito di cittadinanza, quando invece «sarebbe bastato potenziare il “reddito di inserimento” chiesto e introdotto su pressione dei sindacati e dell’Alleanza nazionale contro la povertà».


© RIPRODUZIONE RISERVATA