Tunnel del Gottardo

Renzi si corregge

ma fa un’altra gaffe

Il premier cerca di rimediare«È un canale di collegamento con la Svizzera» Ma gli elvetici insorgono

Tunnel del Gottardo Renzi si corregge ma fa un’altra gaffe
Matteo Renzi

LUGANO

Questa volta sì che in Ticino hanno fatto sfoggio di tutta l’ironia possibile e immaginabile, forse addirittura attingendo alle riserve (d’ironia, s’intende) accumulate negli anni.

Già perché non bastasse la gaffe del premier Matteo Renzi che ha avocato a sè i meriti per la realizzazione del tunnel ferroviario del Gottardo, il più lungo del mondo, anche la rettifica - giunta puntuale in serata, non è stata un granché. E così all’annuncio choc: «Siamo l’unico Paese al mondo che sta facendo tre opere strepitose per il collegamento con l’Europa: il Gottardo, il Brennero e la Torino-Lione» è arrivata una seconda dichiarazione, affidata alle agenzie di stampa. «È evidente che il Gottardo è in Svizzera» e sin qui nulla di strano, ma «è altrettanto evidente che sia la Torino-Lione sia il Gottardo sia il tunnel del Brennero sono tre canali di collegamento all’Austria, alla Svizzera e alla Francia».

«Non è così», hanno subito fatto notare dal Ticino. «Ma quale canale di collegamento? Il tunnel del Gottardo non è la galleria di Monte Olimpino», altra annotazione al vetriolo. Ma non è tutto. Perché su facebook è comparsa una fattura da 30 miliardi di franchi Iva esclusa (già proprio così), con tanto di firma dall’integerrimo Ueli Maurer, capo del Dipartimento federale delle Finanze con la seguente dizione: «Come concordato con l’amico Matteo Renzi, inoltriamo regolare fattura per la costruzione del tunnel di base del Gottardo».«La galleria sarà pronta all’uso il 1° giugno», si specifica nella fattura.

Uno scherzo, ovviamente, il documento condiviso decine di volte su facebook, che però la dice lunga sul fatto che oltreconfine la gaffe sia stata presa terribilmente sul serio. “Fattura pronta”, ha tuonato la consigliera nazionale Roberta Pantani “Lega dei Ticinesi”, che ha aggiunto: «Ora Matteo tira fuori i soldi». Un’occasione d’oro per ricordare «all’Italia anche i 280 milioni di franchi che la Svizzera ha messo a disposizione per la realizzazione del terminal di carico strada-ferrovia fuori confine».  

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