Trenino rosso  una firma del sindaco  evita lo stop
Una suggestiva immagine del Trenino rosso qui lungo la linea dell’Albula

Trenino rosso

una firma del sindaco

evita lo stop

Il 31 dicembre è decaduta l’autorizzazione al transito sul territorio italiano. Conflitto di competenze tra Ministero e Comune, risolto da Spada

Il rischio era che il Trenino rosso del Bernina non potesse più entrare in Italia per raggiungere la stazione di Tirano. Così il sindaco Franco Spada, con un atto forte e senza perdere tempo, ha preso carta e penna e, supportato dal legale, ha scritto di suo pugno un’ordinanza di autorizzazione temporanea all’esercizio pubblico tranviario extraurbano nella tratta Tirano-Campocologno da parte della Ferrovia retica, nelle more della definizione del procedimento amministrativo in atto.

Alla base dell’ordinanza una diversa interpretazione della competenza al rilascio dell’autorizzazione all’esercizio della tranvia extraurbana internazionale che è scaduta il 31 dicembre e che, pertanto, con il documento del sindaco, è stata rinnovata. Verrebbe da dire che si tratta delle solite pastoie burocratiche all’italiana: da una parte c’è il ministero delle Infrastrutture e Trasporti per il quale la competenza a rilasciare l’autorizzazione è del Comune; e dall’altra c’è l’Ustif, che è un organo tecnico dello stesso ministero, che sostiene che la competenza sia del ministero.

Il risultato? A poche ore dalla scadenza della convenzione, non c’era ancora un atto ufficiale che consentisse alla Retica il passaggio.

La lettera

«In una lettera il ministero delle Infrastrutture ha stabilito al riguardo la competenza del Comune di Tirano, in quanto la Ferrovia è considerata tranvia extraurbana nel territorio di Tirano - afferma Spada -. In base a questo mi sono mosso. Il 30 dicembre, alla sera, ha ricevuto la comunicazione preoccupata della Ferrovia che rischiava di interrompere il servizio, per cui ho esercitato l’autorità di sindaco e ho emesso questa ordinanza che resterà in vigore fintanto che la questione non sia chiarita. Abbiamo subito dato mandato ai legali del Comune per dirimere la controversia, visto che si tratta di un tema rilevante per il territorio. La concessione era stata data con regio decreto nel 1912 e rappresenta un unicum in Italia, anche perché si tratta di una ferrovia di montagna, oltre al fatto che le normative svizzere sono diverse da quelle italiane ed europee». Il sindaco Spada è dell’idea che la Ferrovia retica sia un servizio pubblico, anche se non codificato come tale in Italia.

«Pensiamo alle concessioni idroelettriche che sono scadute, ma il servizio prosegue in attesa di rinnovo perché definito pubblico, così secondo me deve essere per la Ferrovia retica - aggiunge il primo cittadino -. Intanto che la procedura amministrativa non si sia rinnovata, non si sospende il servizio. Certo la mia ordinanza è un atto forte, dà una copertura giuridica e legale sull’attività della ferrovia retica in territorio italiano».

Gli svizzeri ringraziano

La tratta Tirano-Campocologno è una minima porzione di linea rotabile rispetto allo sviluppo complessivo della tratta che si estende in territorio svizzero, per la quale la Ferrovia retica ha ottenuto da parte dell’autorità amministrativa svizzera il rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio fino al 31 dicembre 2070.

L’esercizio della tranvia extraurbana internazionale nella tratta Tirano-Campocologno risulta soggetta, anche, in questo periodo transitorio, al rispetto di tutte le prescrizioni tecniche specifiche già attualmente vigenti e che sono sempre state oggetto di controllo periodico da parte di Ustif.

Per la solerzia dimostrata, il direttore generale della Ferrovia retica, Renato Fasciati, e il vicedirettore, Christian Florin, hanno scritto una lettera di ringraziamento al sindaco Spada.


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