Treni, la Regione presenta il piano  Intanto ieri soppressioni e altri ritardi
Ancora una volta sono state soppresse alcune corse

Treni, la Regione presenta il piano

Intanto ieri soppressioni e altri ritardi

Forti disagi sulla Colico-Chiavenna e lungo la tratta Tirano-Milano. Sindacati perplessi sulla nuova organizzazione: «Si guarda solo agli interessi degli azionisti».

Le novità nell’ambito del trasporto ferroviario non mancano, visto che la Regione continua il proprio percorso finalizzato alla separazione dei servizi urbani e delle linee per le province periferiche. Ma ancora una volta, ieri, i viaggiatori della Milano-Tirano e della Colico-Chiavenna hanno dovuto fare i conti con corse cancellate, problematiche legate ai passaggi a livello e naturalmente ritardi.

Sulla tratta della valle della Mera i guai sono stati determinati dai problemi a un passaggio a livello tra Novate Mezzola e Colico. Su quella che porta nel capoluogo lombardo dalla Valtellina, invece, il guasto a un treno ha determinato la conclusione di una corsa di un convoglio partito da Milano a Lecco - anziché a Tirano – e la cancellazione di quella dalla città abduana alla stazione Centrale. Visto che quella di ieri era una giornata di spostamenti sia per i valtellinesi, sia per i turisti, ancora una volta i disagi - i treni che non c’erano e quelli dopo affollati, oltre alle coincidenze perse - hanno riguardato più persone.

Di fronte alla comparsa della scritta “cancellato” sui monitor le proteste sono state inevitabili. Intanto, però, qualcosa, a Milano, si muove. Venerdì il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha illustrato ai sindacati il piano messo in campo per rilanciare Trenord.

«La divisione con Trenitalia - ha spiegato - dovrà portare a una sana concorrenza virtuosa e attirerà nuovi investimenti, per avere sia linee più efficienti che treni moderni, dal momento che Regione Lombardia detterà anche i parametri per l’età idonea della flotta. Guardiamo al modello parigino della Rete Espressa Regionale e l’auspicio è di concretizzare l’operazione entro la fine dell’anno». Le organizzazioni sindacali confederali hanno espresso preoccupazione e perplessità sul progetto sia per quanto riguarda le conseguenze per gli utenti lombardi e i lavoratori, sia per la mancata informazione preventiva e la condivisione. «Avevamo condiviso infatti la creazione di Trenord come strumento per superare le divisioni tra le due reti - Ferrovie nord e dello Stato - creando una sinergia utile soprattutto sul piano del servizio a beneficio dei cittadini – sottolineano Cgil, Cisl e Uil -. La strada che si sta percorrendo oggi non è l’unica possibile per salvaguardare questo obiettivo, ma sembra prendere solo atto degli interessi divergenti dei due azionisti che, seppure comprensibili, non possono avere il sopravvento su quelli degli utenti. Tale scelta inoltre rischia di rappresentare un precedente per tutto il Paese, bloccando quindi l’idea di integrazione tra reti e sistemi di trasporto. Andrà verificata invece la solidità e la tenuta delle due strutture in cui si ripiegherà».

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