Trasporto integrato, falsa partenza  «Abbonamenti a rischio sanzione»
La stazione ferroviaria di Merate

Trasporto integrato, falsa partenza

«Abbonamenti a rischio sanzione»

Colpa del mancato “accordo di confine” fra Atm

e le aziende della cintura metropolitana

La fretta ha partorito il gattino cieco del trasporto integrato.

L’annuncio di inizio luglio aveva fatto ben sperare i residenti di Merate, Olgiate, Paderno, Robbiate, Verderio, Osnago, Cernusco, Casatenovo, Monticello Brianza, che si trovavano inseriti nel bacino della città metropolitana di Milano con due differenti tariffazioni: la Mi7 per Osnago, la Mi8 per tutti gli altri paesi.

Ma la pratica è ben diversa dalla teoria: al momento vigono infatti ancora le vecchie regole ed i vecchi biglietti. Questo perché il bacino milanese, gestito da Atm, è partito in anticipo rispetto agli altri senza che gli accordi di confine fossero definiti.

Purtroppo però, annota il sindaco di Osnago Paolo Brivio, «gli stessi cartelloni installati da Atm a Milano descrivono proprio questa situazione: cioè che i nostri Comuni sono inseriti nel loro bacino. Ma gli accordi operativi attuali non lo prevedono. Pertanto valgono le vecchie regole. Purtroppo però alcuni pendolari hanno fatto l’abbonamento basandosi sull’annuncio: nel caso degli osnaghesi con la tariffazione Mi7, ma ciò vale solo da Carnate. Rischiano, in caso di controllo tra Carnate ed Osnago, una multa. Sto cercando di capire come evolverà la situazione per dare qualche informazione aggiuntiva ai miei cittadini».

In pratica, il biglietto costa 3,30 da Cernusco, a cui vanno aggiunti 2 euro per il metrò.

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