Trasporto ferroviario, altri disagi  «Subito un piano industriale»
Il passaggio a livello interessato dall’incidente di venerdì a Piantedo

Trasporto ferroviario, altri disagi

«Subito un piano industriale»

Ritardi anche ieri a causa di guasti a convogli e passaggi a livello sulla linea. Fedele (CIsl): «Chiediamo alle istituzioni un impegno come quello per le strade statali».

Niente a che vedere con il caos che l’incendio alla linea vicino Firenze ha provocato al trasporto ferroviario bloccando di fatto la circolazione di mezza Italia, ma ancora una volta ieri, come già nei giorni scorsi, non sono mancati i disagi per i viaggiatori sulle linee locali.

A segnalarli è Michele Fedele, il referente della Cisl per il trasporto ferroviario che chiede per la mobilità sui binari un impegno istituzionale simile a quello promesso per la viabilità stradale in vista delle Olimpiadi. «In mattinata, alcuni guasti, che hanno interessato sia i convogli che i passaggi a livello, hanno determinato ritardi fino a mezz’ora - dice Fedele - con ripercussioni in termini di disagio per i viaggiatori della linea Milano - Tirano, per lo più pendolari e turisti. Disagi che negli ultimi tempi si sono manifestati con più frequenza rispetto ai primi mesi dell’anno quando, piuttosto, avevamo percepito un leggero miglioramento del servizio». Una pia illusione la definisce invece ora il sindacalista.

«La fotografia del servizio ferroviario sulla linea che collega Milano a Tirano - dice - mostra l’inadeguatezza assoluta del servizio caratterizzato da ritardi quotidiani, cancellazioni, carenza di bus sostitutivi (l’ultimo caso quello di venerdì sera, nda), scarsa pulizia e, sullo sfondo, una serie di proclami e assicurazioni che ipotizzano un servizio prossimo a venire fatto di nuovi e moderni treni, infrastrutture ferroviarie rinnovate e senza più ritardi ma, addirittura, con tempi di percorrenza più veloci di 20 minuti».

Un’ipotesi “rosea” del futuro, evocata anche in virtù dell’evento olimpico del 2026, che però secondo Fedele non può prescindere «da un intervento immediato che veda un’implementazione della manutenzione sul materiale rotabile e sulla infrastruttura ferroviaria oltre che la predisposizione di un servizio sostitutivo con i bus efficiente e, soprattutto, prontamente reperibile».

La Cisl di Sondrio vede con favore la proposta della Regione di istituire da subito un tavolo istituzionale mirato a migliorare la viabilità di accesso alla Valtellina, ma ritiene anche che non possa essere trascurata la mobilità ferroviaria che scorre lungo le statali 36 e 38 «e per la quale - insiste Fedele - è necessario intervenire con iniziative simili da attivare subito».

Da qui la richiesta dell’impegno istituzionale che affronti la questione con un “piano industriale” in grado di quantificare risorse, interventi e tempi di attuazione «affinché ai pendolari valtellinesi e valchiavennaschi, assieme ai turisti - conclude Fedele -, sia riconosciuto il diritto ad una mobilità accettabile e dignitosa, in tempi brevi e non nel 2026». Intanto però i disagi non finiscono. Per domani è annunciato uno sciopero nazionale del trasporto ferroviario che interessa il personale di Rfi dalle 9 alle 17 e Ferrovienord dalle 9 alle 13. L’agitazione, pur non interessando Trenord, potrà causare ritardi, limitazioni e cancellazioni per le corse regionali, suburbane e a lunga percorrenza e il servizio Malpensa Express.


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