Tragedia a Tartano, muore a 29 anni

Infortunio in Val Corta Samuele Vairetti, boscaiolo diventato papà un mese fa, era al lavoro nel maggengo di Baggini

Tragedia a Tartano, muore a 29 anni
Samuele Vairetti al lavoro, titolare della ditta di taglio del bosco Vairo Fores snc

Infortunio sul lavoro dagli esiti mortali quello verificatosi ieri intorno alle 7,45 nel maggengo di Bagini, a 1.260 metri di quota, nella parte più interna della Val Corta, nel territorio comunale di Tartano.

È lì che si sono diretti gli operatori del soccorso, subito mobilitati, nella speranza che per la vittima, un boscaiolo di soli 29 anni, si potesse fare ancora qualcosa.

Inutili i soccorsi

Da Caiolo si è alzato in volo l’elisoccorso, da Morbegno sono saliti i vigili del fuoco del locale distaccamento, da Ardenno è partita la gazzella dei carabinieri, e, al pari, sono giunti sul posto i tecnici del Psal, il servizio di Prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro dell’Ats della Montagna, che per la prima volta quest’anno in provincia di Sondrio sono stati chiamati a parametrarsi con un infortunio mortale.

Perché, purtroppo, per il giovane boscaiolo coinvolto non c’è stato nulla da fare. Giaceva a terra, lungo la sponda del torrente Tartano, dove stava operando con la teleferica al taglio di piante di medio e alto fusto, insieme ad alcuni congiunti, addetti all’azienda di famiglia, la Vairo Forest snc di Vairetti Oscar e Samuele. E la peggio è toccata proprio a quest’ultimo, Samuele Vairetti, 29 anni di Talamona, detto “Zam”, solo un mese fa diventato padre del piccolo Carlo, avuto dalla compagna Clelia.

Forse colpito da un carrello

Cosa sia accaduto di preciso in riva al torrente ieri mattina non è dato sapere con precisione.

La dinamica è al vaglio delle forze dell’ordine intervenute, i carabinieri di Ardenno, i quali fanno capo al Comando compagnia di Sondrio e degli operatori dell’Ats della Montagna. Per quanto è stato possibile apprendere, il boscaiolo sarebbe stato urtato da un componente della teleferica, al punto da essere scaraventato a terra e morire sul colpo. Pare si sia sganciato il carrello stesso del manufatto, l’elemento che trasporta il legname tagliato, ma al riguardo sono in corso accertamenti, per cui non si può essere più precisi.

Di una strumentazione particolare del resto si tratta, moderna rispetto alle teleferiche e ai sistemi di trasporto aereo del legname in bosco che sono nella memoria collettiva, tuttavia si parla sempre di operazioni piuttosto delicate, che richiedono grande attenzione. Nulla sarà quindi lasciato al caso per capire cosa sia successo allo sfortunato boscaiolo e tutta l’apparecchiatura in dotazione è stata posta sotto sequestro.

Oggi la ricognizione

Ieri, prima di mezzogiorno, è giunto anche il nulla osta allo spostamento della salma, per cui gli operatori delle onoranze funebri Peretti, di Morbegno, l’hanno trasportata all’obitorio dell’ospedale di Sondrio dove si trova, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Oggi alle 9,30 verrà sottoposta a ricognizione cadaverica, dopodiché si valuterà se effettuare o meno l’autopsia. Ma ci sono buone possibilità che venga “liberata” subito e riconsegnata alla sua famiglia. Alla compagna Clelia, al piccolo Carlo, a mamma e papà, al fratello e alla sorella, a zio Raimondo Vairetti, campione di ciclismo, a tutti i parenti, gli amici, i conoscenti, la comunità di Talamona che, al pari di quella di Tartano, ieri ha vissuto momenti terribili.

A Tartano, in particolare, si ricorda il nonno della vittima, Dario Vairetti, che era proprietario di terreni e boschi nell’alpeggio della Val Tartano, che precede immediatamente la biforcazione fra la Val Lemma e la Val Budria.

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