Tentata truffa in condominio  «Prendeva a pugni la mia porta»

Tentata truffa in condominio

«Prendeva a pugni la mia porta»

Ieri in aula il racconto di due anziane vittime di un giovane - «Diceva di essere del Comune e voleva a tutti i costi che gli aprissi»

Accusato di tentata truffa per aver convinto (o tentato di convincere) tre persone a sottoscrivere contratti con una nota compagnia telefonica in maniera non propriamente cristallina: imputato nel processo in corso davanti al giudice Martina Beggio, è un giovane di origini campane ma residente a Novara: Angelo Conti, oggi 22 anni, difeso dall’avvocato Lorenzo Magni (sostituito ieri in aula dall’avvocato Matteo Basso).

Si tratta di un episodio che risale alla mattina del 20 aprile 2017, quando l’uomo si presentò in alcuni condomini popolari tra la via Belfiore e la via Aldo Moro.

Stando al racconto delle persone offese – una delle quali si è anche costituita parte civile assistita dall’avvocato Stefania Ravasio – il giovane si presentava come inviato dal Comune con il compito di verificare l’impianto del gas. Poi, approfittando delle insicurezze dei malcapitati e carpendone la buona fede, riusciva a fare sottoscrivere i contratti almeno in due casi. L’epilogo della mattinata, in via Belfiore, fu abbastanza movimentato: l’uomo bussò a un’ottantenne che si rifiutò di aprirgli e che, visto le insistenze, chiamò prima un amico e poi la polizia locale. Arrivarono così prima gli agenti della polizia locale e poi quelli della polizia di Stato che accompagnarono l’uomo in questura dove gli notificarono un foglio di via. Il giovane diceva di essere un regolare agente di vendita, mostrando i contratti appena sottoscritti da altri clienti. Partirono le verifiche e le successive indagini portarono alla denuncia dell’uomo per tentata truffa.

Ieri sono stati ascoltati i testimoni. A cominciare dalle due persone che avevano firmato i contratti, una delle quali ha ricordato come adesso non si fidi più di nessuno, sobbalzi ogni volta che sente suonare alla porta e che apra solo a figlia e nipoti. E naturalmente, l’anziana che aveva chiamato la polizia: «Diceva che doveva controllare il gas. Io non aprivo e lui insisteva, batteva coi pugni sulla porta e diceva che era obbligatorio, che dovevo aprire. Ma adesso cosa succede? Gli fate qualcosa di male? No?».

Il processo è stato poi aggiornato al 4 giugno.


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