Tangenti a Lecco, l’Appello conferma le sentenze
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Tangenti a Lecco, l’Appello
conferma le sentenze

A Milano Rimangono i due anni e otto mesi del primo grado per Maurizio Castagna e per Francesco Sorrentino. Al geometra viene però tolta la pena della fine del rapporto di lavoro. Per l’odontotecnico niente confisca dei beni

La Corte d’Appello di Milano ha accolto la linea del Tribunale di Lecco che aveva condannato il geometra comunale Maurizio Castagna e l’odontotecnico Francesco Sorrentino a due anni e otto mesi per il reato di tentata concussione ma è venuta meno le pena accessoria dell’estinzione del rapporto di lavoro (articolo 32 quinqueis del codice penale) per il geometra ed è stato rigettato l’appello del pm Silvia Zannini della confisca dei beni nei confronti dell’odontotecnico.

Linea condivisa

Il procuratore generale ha quindi condiviso la linea del collegio penale del Tribunale di Lecco che nella sentenza di un anno fa aveva riqualificato il reato: non si configurava più la concussione, bensì una tentata concussione (in concorso con l’avvocato Giovanni Minervini per Sorrentino) per i fatti accaduti nei primi mesi del 2014 e per i quali il pm Zannini aveva invece chiesto una pena a sei anni di carcere.

Dalla seconda sezione della Corte d’Appello sono quindi giunte novità moderatamente positive per Francesco Sorrentino, difeso dall’avvocato Stefano Pelizzari e per Maurizio Castagna, difeso dagli avvocati Marilena e Patrizia Guglielmana. In particolare queste ultime, al termine del processo di primo grado che era stato celebrato a Lecco il primo marzo di un anno fa, si erano dichiarate esterrefatte per la pena accessoria che il collegio penale del Tribunale, con presidente Enrico Manzi, aveva voluto prevedere al loro assistito con l’estinzione del rapporto di lavoro: l’articolo 32 quinquies del Codice penale che determina la fine del rapporto di lavoro o di impiego nei confronti del dipendente di enti pubblici condannato alla reclusione per un tempo non inferiore a due anni per i delitti commessi contro la pubblica amministrazione.

«Questo era senza ombra di dubbio il punto che stava maggiormente a cuore al nostro assistito - precisano gli avvocati Marilena e Patrizia Guglielmana - Ora valuteremo tutte le possibilità di riassunzione del geometra in Comune a Lecco. A nostro parere non andava comunque sospeso dopo la sentenza di Primo grado, come avevamo fatto più volte presente al Comune e la sentenza d’Appello conferma la bontà del nostro operato. Per il resto, c’è soddisfazione in quanto il procuratore generale Gravina ha confermato la linea del Tribunale di Lecco, che fin dall’inizio era stata quella dei legali della difesa, e cioè che non si fosse trattato di un episodio di concussione».

«La condanna è stata infatti confermata a due anni e otto mesi ma per il reato di tentata concussione».

La villa di Malnago è salva

Per quanto riguarda invece i beni dell’odontotecnico Sorrentino, la villa di Malnago, le quote societarie e le disponibilità dei conti correnti, la confisca era già stata rigettata dal Tribunale di Lecco nella sentenza di primo grado di un anno fa, ma il pm aveva fatto appello, che è stato rigettato.

La Corte d’Appello ha quindi confermato la sentenza di primo grado, facendo in questo modo tirare un definitivo sospiro di sollievo all’odontotecnico per quanto concerne la disponibilità dei suoi beni.


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