Tajani: «Negrini è il sindaco del fare»

Stasera a Palazzo Falck il vicepresidente del Parlamento europeo con la deputata Michela Brambilla. «Serve un professionista, un imprenditore capace, non un burocrate, perché Lecco merita di più»

Tajani: «Negrini è il sindaco del fare»
Il vicepresidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, il candidato sindaco Alberto Negrini e la deputata Michela Vittoria Brambilla questa sera a palazzo Falck

Antonio Tajani, vicepresidente vicario del Parlamento europeo, ha lanciato con forza la candidatura di Alberto Negrini come prossimo sindaco di Lecco.

Stasera, invitato da Forza Italia di Lecco e da Michela Brambilla, nella sala conferenze di Palazzo Falk, in piazza Garibaldi, l’onorevole “azzurro” ha parlato di Negrini come di una candidatura “del fare” contrapposta a quella proposte dalle segreterie di partito. Un professionista, un imprenditore, capace, per Tajani, di risollevare la città: «Lecco merita qualcosa di più di quanto si è visto in questi ultimi anni – ha esordito Tajani davanti a una sala gremita di sostenitori della candidatura di Negrini – E Negrini è “uomo del fare” nelle sue attività professionali per cui sarà un “uomo del fare” anche come sindaco di Lecco.

Tajani affida a Negrini la responsabilità di inaugurare una nuova stagione: «Abbiamo cominciato da Lecco e dalle altre città dove si va al voto amministrativo una nuova stagione che è quella di creare una forza politica di centrodestra alternativa alla Sinistra. Berlusconi l’ha chiamato “I repubblicani” per prepararci alle elezioni del 2018. Per fare questo serve cambiare, servono nuove energie, servono persone, serve spalancare le porte alla società civile e serve abolire la burocrazia di partito autoreferenziale».

Anche Michela Vittoria Brambilla, commissario di Forza Italia a Lecco, quasi a suggello di quanto detto da Tajani, ha ribadito: «Ce la faremo. Lecco non è mai stata una città di centrosinistra e per questo Alberto Negrini dovrà riportare il centrodestra al governo di questa città. Una città che non è mai stata ridotta peggio da nessuno, finora. E che deve tornare nel solco della tradizione di questo capoluogo».

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