Sicurezza in zona gialla  I consigli del medico

Sicurezza in zona gialla

I consigli del medico

Non è ancora un “liberi tutti”». Mascherine, negli spazi chiusi più indicate le ffp2. «Anche all’aperto va rispettato il distanziamento»

Primi giorni di ripartenza, in Lombardia. Da lunedì scorso si può tornare a cenare seduti al ristorante (all’aperto) o a gustarsi un colossal al cinema (anche al chiuso). Un cambio di passo fortemente atteso, consentito dall’entrata in vigore della zona gialla e dal sensibile calo dei contagi. Ma il rischio – sottolineano gli esperti – è che si scambi la ripartenza con un’occasione per scrollarsi di dosso e abbandonare tutte le norme acquisite da inizio pandemia. «Non siamo ancora al “liberi tutti” – osserva il medico Guido Marinoni, –. Né tantomeno possiamo permettercelo. Bene la ripartenza e la ripresa di molte attività, ma guai a dimenticare che dobbiamo continuare a rispettare alcune norme di prevenzione, alcune delle quali di semplice buon senso, che ci consentano di ripartire in sicurezza».

La variante inglese

La prima ha a che vedere con gli ambienti: «Dobbiamo ricordarci che più lo spazio è chiuso e l’ambiente è ristretto, più è alto il rischio di contrarre il virus. Negli ambienti aperti, ben aerati, si è tendenzialmente più protetti. A patto però che si rispetti il distanziamento: anche se si è all’aperto, dalla variante inglese, ormai prevalente, non ci si salva se non si sta a debita distanza». Una considerazione dalla quale dipende la scelta della mascherina da indossare: «Meglio la ffp2, più protettiva, negli ambiti chiusi in cui si sosta a lungo, ricordando di sostituirla con regolarità. Se prendiamo un aereo per andare in vacanza, per esempio, la ffp2 è la scelta migliore. La chirurgica invece è ideale in tutte le altre situazioni, soprattutto all’aria aperta. È invece importante ricordarsi che le mascherine di stoffa, non certificate, potrebbero non offrire protezione sufficiente».

Altro mantra che è stato ripetuto all’infinito, ma che fa parte delle regole cardine per evitare il contagio, è la pulizia delle mani: è di pochi giorni fa la notizia secondo cui i carabinieri del Nas avrebbero trovato, nel corso di una campagna di verifiche a livello nazionale, tracce di virus su carrelli, cestini, tastiere per il pagamento bancomat, tasti delle bilance di alcuni supermercati. «Se si spinge il carrello, si tocca il pos di un negozio, o si va a fare shopping, è fondamentale che ci si ricordi di lavare le mani: meglio con acqua e sapone e a lungo, se non è possibile si può ricorrere alle soluzioni a base alcolica».

«Responsabilità»

Regole diventate ormai parte di quel buon senso che, da un anno abbondante, s’è adattato alla pandemia, inglobando comportamenti chiave per la prevenzione dal virus: «Saranno anche di buon senso, ma queste regole devono essere il cardine del comportamento individuale. Soprattutto ora che le restrizioni e i divieti sono allentati. Alla base di tutto ci deve essere responsabilità, e una consapevolezza tanto semplice quanto determinante: il virus si trasmette tramite goccioline prodotte dalla saliva, e aerosol. Da queste bisogna proteggersi, che si sia in zona gialla o in zona rossa».


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