Sicurezza in montagna: «Il servizio alla Cri  ma non è attrezzata»
L’intervento di soccorso domenica pomeriggio per aiutare la donna scivolata sul ghiaccio

Sicurezza in montagna: «Il servizio alla Cri

ma non è attrezzata»

La polemica dopo l’incidente a Pescegallo. Critico il responsabile locale del soccorso alpino. «In questo modo si allungano i tempi di intervento».

«In un comprensorio come Pescegallo non può mancare la massima attenzione alla sicurezza. Se gli operatori non sono attrezzati e formati per il soccorso in montagna le conseguenze ricadono su chi frequenta la zona». Così interviene il responsabile della stazione di Morbegno del Soccorso Alpino, Cristian Candiotto dopo l’incidente di domenica, con una donna scivolata sul ghiaccio per 60 metri lungo un canale percorrendo il sentiero che collega Pescegallo al rifugio Salmurano.

«Dallo scorso anno il gestore degli impianti di risalita ha affidato il servizio di presidio alla Croce Rossa - afferma Candiotto - e non più a noi del Soccorso Alpino come avveniva secondo un accordo vigente da anni. La Cri è intervenuta anche domenica, con le competenze proprie di questi operatori che però non sono quelle del soccorso alpino, tanto che la centrale mi ha contattato quando è stato evidente che servivano mezzi e uomini in grado di effettuare il recupero su terreno impervio».

«Non si fa una colpa alla Croce Rossa, è evidente, ma a chi ha scelto questa soluzione in alternativa al Soccorso Alpino. Il comprensorio di Pescegallo è terreno di montagna con le insidie per chi incorre in un errore, un incidente o una difficoltà anche percorrendo le piste o la stradina che sale in quota. Se si vuole garantire un intervento repentino e sicuro è necessario che il presidio sia svolto da operatori in grado di assicurarlo. Domenica alcuni di noi si trovavano lì a sciare per caso, la centrale ci ha chiesto di intervenire in aiuto alla Cri che aveva oggettive difficoltà di recupero della ferita e lo abbiamo fatto. Diversamente, la chiamata sarebbe arrivata alla stazione di Morbegno e da lì organizzata una squadra per salire a Pescegallo, dilatando i tempi di intervento».

Il capo della stazione Morbegnese del Soccorso Alpino fa riferimento alle informazioni rivolte a chi frequenta la zona:«Chi arriva a Pescegallo deve trovare notizie chiare sulle condizioni del terreno, poter sapere se e con quale attrezzatura sia percorribile il percorso che sale dalla base della seggiovia. Anche da qui parte la tutela della sicurezza di chi raggiunge la località». Il Soccorso Alpino di Morbegno ha svolto l’attività sulle piste fino alla fine del 2014. Dal gennaio dello scorso anno, Fupes - società che gestisce gli impianti di risalita - ha deciso di affidare l’incarico alla Croce Rossa, presente nel fine settimana. Nei giorni feriali è invece un operatore degli impianti ad effettuare il servizio in caso di incidente.


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