Sgarbi replica al Comune  «Sulla mostra solo bugie»
Altri tempi: Vittorio Sgarbi a Palazzo Cernezzi con Mario Landriscina (al centro) e Franco Brenna (a destra)

Sgarbi replica al Comune

«Sulla mostra solo bugie»

Il critico ricostruisce la vicenda, mai affrontata in sede istituzionale - «Non abbiamo chiesto soldi né fatto preventivi, a Ferrara è finita in utile»

Per quale ragione il Comune di Como ha deciso di calare il sipario sulle mostre a Villa Olmo? E per quale ragione il sindaco Mario Landriscina non spiega e gli uffici comunali non chiariscono se la decisione sia stata assunta a fronte di una proposta formalmente protocollata? Chi ha deciso? In quale sede?

Franco Brenna, il consigliere comunale che ha avviato i contatti con Vittorio Sgarbi, ha spiegato due giorni fa che la scelte del no è stata frutto di una valutazione politica: rispetto all’urgenza di mettere in sicurezza gli edifici scolastici, l’amministrazione avrebbe in sostanza deciso di rinunciare con rammarico alla mostra.

Ma le cose sono andate veramente così? «È una grande bugia, non è accettabile che l’amico Brenna sostenga una tesi del genere - puntualizza ora un insolitamente pacato Vittorio Sgarbi - non può parlare di costi quando non è mai stato formulato alcun preventivo, né c’è mai stata da parte nostra nessuna richiesta di denaro».

A seguire la ricostruzione del critico è difficile trarre la conclusione che l’addio alla mostra sia stato il frutto di una ponderata analisi del conto economico.«Ricordo che la delegazione del Comune venne a Ferrara a mostra in corso e in quell’occasione forse ricavarono qualche informazione sulle spese sostenute per organizzare l’evento - dice Sgarbi - i conti però si fanno alla fine, forse gli amministratori comaschi non si sono accorti che il Comune di Ferrara ha sì partecipato al finanziamento ma al termine dell’esposizione si è trovato in cassa più del denaro che aveva speso». In effetti, grazie ai 40mila biglietti staccati, la mostra ha chiuso in attivo, senza contare il ritorno di immagine e l’indotto sul territorio.

L’approfondimento su La Provincia in edicola lunedì 3 giugno


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