Scuola al via senza dad e mascherine

Vademecum Il ministero dell’Istruzione ha ufficializzato le regole per studenti e personale ,docente e non docente. Niente più didattica a distanza, si resta a casa solo se positivi. Celesti: «Garantite il più possibile lezioni in presenza»

Scuola al via senza dad e mascherine

(Foto di A scuola la mascherina non sarà più obbligatoria)

Stop alle mascherine in classe, ricambio costante dell’aria, ma soprattutto niente didattica a distanza per gli alunni contagiati da Covid.

Non lascia spazio a dubbi il quesito contemplato nel vademecum, ricevuto oggi dal ministero dell’Istruzione in ogni scuola della provincia, contenente le principali indicazioni in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico: sul nostro territorio comincia il 5 settembre la scuola dell’infanzia, il 12 settembre primaria, medie e superiori.

Stop alla Ddi

All’esplicita domanda “gli alunni positivi possono seguire l’attività scolastica nella modalità della didattica digitale integrata (Ddi)?”, la risposta è “No. La normativa speciale per il contesto scolastico legata al virus Sars-CoV-2, che consentiva tale modalità, cessa i propri effetti con la conclusione dell’anno scolastico 2021/2022”.

Viene accolta positivamente dai dirigenti scolastici la scelta del ministero di bandire la Ddi, contemplata nel documento, che in sostanza sintetizza gli atti elaborati dall’Istituto superiore di sanità nelle scorse settimane.

Piace soprattutto il fatto che la norma non necessiti di alcuna interpretazione: così è e così si fa in ogni scuola, dall’asilo alle superiori. «É chiara, ma soprattutto univoca e uguale per tutti» l’opinione condivisa tra i presidi interpellati. Semmai, l’unica difficoltà, sarà far capire alle famiglie, che l’epoca della Ddi, almeno per ora, sembra essere tramontata. «Ho ricevuto il vademecum - conferma dall’Itt Mattei il dirigente Massimo Celesti -, che riassume ciò che già conoscevamo dopo la circolare del 5 agosto con le indicazioni dell’Iss e la circolare del ministero del 19 agosto. Emerge chiaramente, quanto si voglia garantire il più possibile una scuola in presenza, escludendo il ricorso alla Ddi». Ovvero, prosegue Celesti, «mitigare gli effetti della pandemia e spostare l’attenzione sulla presenza il più possibile: mi auguro possa essere davvero così. si voglia garantire il più possibile una scuola in presenza,: tre anni di pandemia hanno fatto lezione».

Ritorno alla normalità

A Celesti piace il fatto, che «si sia scelto di tenere in serbo delle misure più stringenti in caso di mutamento della curva dei contagi. É una chiara volontà di ritorno alla piena normalità - sottolinea - È positivo, che sia una scelta politica adottata più in alto della singola scuola: giusto che non venga data l’opportunità a ogni istituto di fare come vuole». Evitando così di «creare eventuali discriminazioni o differenze», lo evidenzia Ombretta Meago, dirigente dell’istituto comprensivo Sondrio Centro: «Ho già provveduto a far pubblicare dalle segreterie il vademecum sia sul registro elettronico per ogni studente e famiglia, sia comunicandolo a tutto il personale, nonché sul sito web della scuola».

Meno dubbi

Anche Meago, come Celesti, conviene sul fatto che «la non attivazione della Ddi in caso di contagio viene stabilito da una norma univoca, che non genera dubbi sull’applicazione».

«Applicheremo alla lettera, come sempre abbiamo fatto, quanto previsto dal vademecum - dichiara Giovanna Bruno, preside del polo liceale Città di Sondrio - con la flessibilità di cambiare nel caso arrivassero norme nuove. La scelta di non attivare la Ddi ben venga: preferiamo la scuola in presenza, l’abbiamo detto in più occasioni. E che questo venga sancito da una norma uguale per tutte le scuole non crea disparità». Accolto con favore anche il non obbligo di mascherina, fatta eccezione per alunni o personale fragili: «Finalmente senza mascherina, così li possiamo vedere in volto e vederli sorridere. Un ritorno alla normalità, che ci auguriamo possa durare». Il vademecum sancisce inoltre che a scuola si potrà andare anche se raffreddati, ma i sintomi respiratori devono essere “di lieve entità” e le condizioni generali buone e senza febbre.

In tal caso però bisogna indossare la mascherina Ffp2, secondo quanto prevede la nota del ministero di viale Trastevere, firmata dal capo dipartimento Jacopo Greco. Non è altresì più prevista la misurazione della febbre all’ingresso, ma solo in caso di stato di malessere, come si è sempre fatto.

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