Schianto di Premana

Il pilota dell’idrovolante

forse tradito dal caldo

L’alta temperatura potrebbe aver rallentato la manovra di risalita - Solo un’ipotesi tra tante, al momento tutte aperte e da approfondire

Schianto di Premana Il pilota dell’idrovolante forse tradito dal caldo
Premana - I soccorsi in Val Varrone
(Foto di Silvio Sandonini)

Potrebbe essere stato il gran caldo, scoppiato improvvisamente dopo un primavera freddina, a tradire il pilota del Cessna 172 “Skyhawk” dell’Aero Club di Como, precipitato sopra l’abitato di Premana lunedì mattina, in un’area boschiva impervia all’altezza di località Forni.

È questa una delle tante ipotesi - tutte valide, tutte aperte, tutte da approfondire - che si sta facendo strada nelle ultime ore, ora che l’inchiesta sulla tragedia sta imboccando canali precisi.

Tre le vittime

Dopo la nomina dell’ingegner Massimo Bardazza, già consulente per la strage di Erba e poi per alcuni sopravvissuti del rogo della Thyssen, da parte del pubblico ministero titolare delle indagini, il sostituto procuratore della Repubblica di Lecco Cinzia Citterio, per affrontare le prime fasi delle indagini, a Lecco è giunto un esperto dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, che ieri mattina ha ufficialmente aperto un’indagine amministrativa sullo schianto in cui hanno perso la vita il pilota comasco Pietro Brenna, 33 anni, e i coniugi Francesco Gianola, 72 anni, e Adele Croci, 68, residenti ad Abbadia Lariana.

E si cominciano ad affrontare, una alla volta, le tante cose da fare: sotto sequestro i resti del velivolo, ora conservati in un hangar a Como in attesa degli accertamenti tecnici, martedì prossimo, 17 giugno, verrà eseguita l’autopsia sui corpi delle tre vittime. L’incarico è stato affidato ieri mattina dal pm Citterio all’anatomopatologo lecchjese Paolo Tricomi.

L’articolo completo su La Provincia di Lecco in edicola stamattina, 12 giugno

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