Riello chiude la fabbrica di Pescara  In quella di Lecco un’ora di sciopero
La sede della Riello, a Lecco, in un’immagine d’archivio

Riello chiude la fabbrica di Pescara

In quella di Lecco un’ora di sciopero

Il piano industriale mostra come la produzione non verrà dismessa, ma delocalizzata - Oltre 70 lavoratori licenziati nell’anno in cui ci sono stati incentivi per gli ecobonus sulle caldaie

Forte preoccupazione è emersa l’altra mattina in occasione delle assemblee indette da Fim, Fiom e Uilm presso il sito Riello di Lecco per la dismissione del sito di Pescara.

Oltre 70 lavoratori licenziati nell’anno in cui sono stati emanati incentivi per gli ecobonus sulle caldaie.

Inspiegabile - è dato leggere nel comunicato diffuso dal sindacato - le ragioni della dismissione in una delle più importanti Unità Produttive di Riello.

Un sito impegnato a pieno regime per rispondere alle innumerevoli richieste di mercato in un periodo per Riello pieno di opportunità.

L’unica spiegazione plausibile non può che essere legata alla perversa politica delle multinazionali presenti in Italia, le quali aprono e chiudono senza alcuna regola in virtù del proprio profitto e a discapito del sistema socio economico del territorio.

Il “piano industriale” mostra chiaramente come la produzione non verrà dismessa ma semplicemente delocalizzata: gli scambiatori e la carpenteria rispettivamente a Legnago (Verona) e Volpago (Treviso) mentre il cablaggio della caldaia verrà trasferita in Polonia.

A nulla è servito che lo stabilimento abruzzese sia stato capace di produrre, modificare e sviluppare prodotti innovativi.

Anche gli incontri tenutesi presso il Mise e Regione Abbruzzo sono valsi a poco in quanto il Gruppo è determinato nel portare avanti le proprie decisioni.

Inevitabile il dramma sociale che si può generare a seguito di una scelta scellerata in un territorio come quello abruzzese.

Preoccupazione anche sul sito lecchese anche perché questa decisione risponde solo a scelte finanziarie e non fa intravedere alcuna strategia industriale di rilancio e competitività.

Per queste ragioni le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato nella giornata di oggi un’ora di sciopero.

Nei prossimi giorni si andrà al rinnovo della nuova Rsu aziendale e in rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici si richiederà un incontro alla direzione aziendale per manifestare tutta la nostra preoccupazione e per chiedere certezze sulla stabilizzazione di tutti i siti produttivi a supporto dell’attuale vertenza sindacale nazionale.


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