Riapertura della Giglio  Tanta gente per la festa
Monsignor Cecchin, il sindaco e Claudia Loi davanti alla targa dedicata alla poliziotta morta con Borsellino

Riapertura della Giglio

Tanta gente per la festa

L’afflusso massiccio e inatteso ha costretto gli organizzatori

a modificare la logistica dell’inaugurazione

Nemmeno gli organizzatori pensavano che la cittadinanza avrebbe risposto in modo tanto massiccio, tanto che la logistica dell’iniziativa è dovuta essere corretta in corsa, con i discorsi sul lato della piazza e il taglio del nastro sull’ingresso accanto al quale è stata installata la targa. Evidentemente, quello di ieri pomeriggio era un momento che i lecchesi aspettavano da tempo e che “sentivano” in modo particolare: in tantissimi sono infatti scesi in strada per salutare il ritorno alla collettività della ex pizzeria “Del Giglio”, confiscata alla ‘ndrangheta nel 1994 nell’ambito della più estesa operazione “Wall street”.

Una confisca avvenuta solo due anni dopo la morte di Emanuela Loi, che la criminalità organizzata aveva ucciso il 19 luglio del 1992 in via D’Amelio a Palermo. La ragazza – aveva 24 anni – era infatti parte della scorta di Paolo Borsellino e, con lui e altri quattro colleghi, aveva trovato la morte in un attentato vigliacco.

Proprio ieri, la sorella di Emanuela, Claudia, ha raggiunto Bologna, dove insieme all’assessore del Comune di Lecco Ivano Donato ha assistito e partecipato alla manifestazione che l’associazione “Libera” ha organizzato anche quest’anno per ricordare tutte le vittime di mafia.

Quindi, con l’amministratore, ha raggiunto Lecco, dove ha voluto ringraziare non soltanto l’ente locale ma l’intera cittadinanza, considerato il fatto che la ex pizzeria “Giglio” è stata dedicata alla memoria di sua sorella. «Per noi è motivo di conforto sapere che Emanuela viene e verrà ricordata anche attraverso questa dedica – ha affermato -. L’auspicio è che ciascuno si impegni per diffondere gli ideali di giustizia perché si possa arrivare al momento in cui non sarà più necessario morire per difenderli. Opere come questa devono essere motivo di riflessione anche per le nuove generazioni, la cui crescita e maturazione sono fondamentali per creare una società più giusta e onesta».

Le giovani generazioni, in effetti, non saranno gli ospiti principali di questo centro, dedicato in particolare alla terza età. Ma la volontà e l’obiettivo rimarcato più volte anche ieri è che questo spazio possa diventare un luogo di incontro intergenerazionale, perché i più giovani possano essere arricchiti dall’esperienza dei più “maturi”, mentre gli anziani possano giovarsi delle conoscenze che i ragazzi di oggi hanno maturato in ambito tecnologico.


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