Primaluna. Norda   Sì del giudice al concordato
Lo stabilimento della Norda a Primaluna, vi lavorano ottanta dipendenti

Primaluna. Norda

Sì del giudice al concordato

Accolto il piano di rilancio del gruppo Acque minerali d’Italia di cui fa parte l’azienda valsassinese - Mesagna (Cisl): «L’impresa deve raggiungere l’equilibrio gestionale, risultato non facile in questo momento di crisi»

Ammessa al concordato insieme alle altre aziende del gruppo: per Norda, la storia azienda di Primaluna, si è aperta una nuova fase nell’ambito della difficile situazione che la caratterizza ormai da qualche tempo.

Il piano presentato a dicembre da Acque Minerali d’Italia - il gruppo di cui, oltre a Norda, fanno parte anche Sangemini, Gaudianello, Grazia, Fabia, Aura, Amerino, Leggera e Toka – è stato accolto dunque dal Tribunale di Milano, che dopo gli approfondimenti del caso (a inizio anno aveva chiesto più tempo e ulteriore documentazione per procedere con la valutazione) ha aperto la strada al tentativo di ristrutturazione del debito che il gruppo dovrà condurre nei prossimi mesi.

«Dopo l’ammissione al concordato – hanno spiegato Enzo Mesagna, membro della segreteria Cisl Mbl e Silvano Scaccabarozzi della Fai Cisl – è stata fissata la data per l’assemblea dei creditori, che si riunirà nel prossimo mese di settembre. Un termine lontano, che speriamo non subisca ulteriori slittamenti e ritardi. Adesso, in ogni caso, il focus è relativo alla qualità della gestione: l’azienda deve dimostrare di poter stare in piedi sulle proprie gambe, di non fare disavanzi e di avere una prospettiva. Obiettivi non facili da raggiungere in questo particolare periodo, viste le difficoltà che sono sotto gli occhi di tutti». Il riferimento è alle conseguenze della pandemia, che ha picchiato in modo particolarmente duro sugli ambiti cui si riferisce una parte importante del fatturato di Norda.

«Come tutte le imprese di questo comparto, l’azienda di Primaluna si trova in una situazione oggettivamente complicata, considerato che tutto il settore Horeca è bloccato a causa dell’emergenza sanitaria – hanno aggiunto i sindacalisti -. È in questo contesto che si rileva la maggiore marginalità anche per Norda, e vedersi chiudere questo mercato rappresenta rivolgere la propria attività unicamente alla grande distribuzioni, dove notoriamente si fanno grandi volumi ma pochissimo margine».

La grande sfida è dunque questa: riuscire a “tenere botta” in questo momento così difficile, focalizzandosi sulla grande distribuzione e puntando a recuperare terreno una volta fuori dalle secche della pandemia, quando sarà possibile rivolgersi nuovamente a ristorazione, hotellerie e bar, che per la storica realtà di Primaluna rappresenta il 40% del fatturato complessivo.

A questo comparto, infatti, il marchio dedica una specifica linea di alta gamma che ha riscontri positivi.

«Nel frattempo – hanno concluso Mesagna e Scaccabarozzi – abbiamo iniziato a convocare i lavoratori per procedere con la precisazione del credito, per definire qual è la situazione dei dipendenti e quanto ciascuno deve percepire dall’azienda».


© RIPRODUZIONE RISERVATA