Pizzochero Igp, la grande occasione

Gli obiettivi sono chiari: tutelare i consumatori e offrire nuove opportunità alle aziende che potrebbero raddoppiare nel giro di pochi mesi.

Pizzochero Igp, la grande occasione

Dopo l’Indicazione geografica tipica ottenuta in primavera, ora per il Pizzocchero della Valtellina Igp si punta sulla crescita del settore.

Un comparto che già adesso è protagonista all’interno dell’economia valtellinese, dall’industria ai ristoranti passando per i produttori artigianali attivi nei piccoli laboratori. Fino alla scorsa primavera è stato possibile produrre pizzoccheri della Valtellina anche al di fuori dalla Provincia di Sondrio. Ma adesso basta. Dopo due anni di attesa, nel mese di maggio è arrivato da parte dell’Unione Europea il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta.

Un traguardo raggiunto grazie al tenace impegno dei produttori locali, a cominciare da Fabio Moro, amministratore delegato dello storico Pastificio di Chiavenna. «L’Igp è stata necessaria per fare in modo che i consumatori abbiano la possibilità di gustare il prodotto realizzato in provincia di Sondrio attraverso una formulazione precisa, che sarà identificata e controllata dagli organismi preposti»,dice.

Adesso però secondo l’imprenditore chiavennasco inizia una sfida non meno impegnativa e significativa, ovvero la costituzione del Consorzio di tutela dei pizzoccheri di Valtellina. «Siamo riusciti a fare in modo che nella nostra valle si possano insidiare tanti altri pastifici di pasta secca e fresca. Stiamo costituendo il consorzio, attualmente siamo sei aziende, ma contiamo – nel momento – della vera e propria partenza – di essere almeno dodici società».

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