Giovedì 03 Luglio 2014

Pignoli, per il processo d’Appello

l’accusa dispone una superperizia

Il dotto Paolo Pignoli è stato condannato a un anno e otto mesi

Si deve elevare a livello di competizione fra illustri esponenti o luminari di chirurgia vascolare il processo d’appello a carico del dottor Paolo Pignoli, condannato il 12 dicembre scorso a un anno e otto mesi di reclusione per violenza sessuale su una giovane paziente del “Mandic” e a sette mesi per abuso in atti d’ufficio.

Per la Procura generale della Repubblica di Milano appare necessario disporre una “superperizia”, allo scopo di accertare quali possono essere le prove medico-specialistiche certe, accettabili o approvate dalla comunità scientifica, per valutare se alcune delle operazioni e “manovre” ecografiche attuate in ospedale e nell’ambulatorio privato dal medico possano far configurare atti di violenza sessuale di varia gravità.

Altro dubbio: si possono o no censurare penalmente particolari manovre con la sonda della cosiddetta “ecografia interventistica”? La Procura generale della Repubblica ha fatto depositare, con atto appena notificato alle parti, un suo specifico appello, per mettere fine alla “guerra” tra consulenti emersa in aula a Lecco e mettendo certamente in difficoltà i giudici del collegio: il presidente Salvatore Catalano, a latere Gian Marco Fausto De Vincenzi e Maria Chiara Arrighi, estensore.

Tutte le parti chiedono un nuovo processo d’appello.

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