Petrini fa il pieno
Emozioni al Campus

Aula magna gremita per l’incontro col fondatore di Slow Food

«Spettacolo indecente l’uso mediatico che si fa oggi della gastronomia»

Petrini fa il pieno Emozioni al Campus
Da sinistra Diego Minonzio, Giacomo Mojoli e Carlo Petrini

Ieri sera l’Aula Magna del Campus Universitario di Lecco era stracolma per Carlo Petrini. Il fondatore di Slow Food era al Polo lecchese del Politecnico, ospite delle “Primavere di Lecco”, la rassegna di incontri organizzati dal quotidiano “La Provincia”.

Insieme al direttore de “La Provincia”, Diego Minonzio, al responsabile dell’edizione lecchese, Vittorio Colombo, ed a Giacomo Mojoli, uno dei fondatori di Slow Food, Carlo Petrini ha affrontato il tema della serata: “Cibo è libertà. Per coltivare il futuro”.

Ed anche ieri sera Carlo Petrini ha dato il meglio di sé presentandosi innanzitutto come un gastronomo che non sopporta più la spettacolarizzazione del cibo oggi devastante.

«Gastronomia – ha sottolineato Petrini – è innanzitutto agricoltura, zootecnia, genetica, chimica; è storia e antropologia, spiritualità ed economia. Questo concetto fu espresso nell’Ottocento nella “Fisiologia del gusto” da Brillat Savarin ed è una visione complessa che è l’essenza che ci porta a ragionare in una maniera diversa rispetto a quella che oggi viene resa uno spettacolo indecente. Questo elemento mediatico non rende giustizia alla cultura del cibo che ci deve portare a riconciliarci con la natura e con gli esseri umani».

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