Pendolare lecchese aggredita sul treno  Arrestato un uomo
Controlli della Polizia in stazione a Lecco

Pendolare lecchese aggredita sul treno

Arrestato un uomo

L’accusa è di violenza sessuale

sul treno che parte da Sesto San Giovanni alle 21.33

La aspettava in stazione e le ha messo le mani addosso

Un altro, gravissimo, episodio di violenza sui treni. Questa volta è stato un uomo di 33 anni a essere fermato dal Commissariato di Sesto San Giovanni della Polizia di Stato per violenza sessuale nei confronti di una donna lecchese di 49 anni.

I fatti risalgono al 16 settembre scorso, quando l’uomo, un egiziano irregolare in Italia, ha aggredito una prima volta la donna su un treno della linea S8 diretto a Lecco e partito alle 21.33 da Sesto San Giovanni. Non contento, il giorno successivo la prima violenza, l’ha aspettata alla stessa fermata dove era salita il giorno precedente. E così ha fatto diverse altre volte, sempre nel tentativo di portare a termine il suo piano e arrivando anche a minacciarla pur di ottenere quel che voleva. Due gli episodi in cui l’uomo ha messo le mani addosso alla pendolare lecchese.

Il precedente

La donna, che aveva subito violenza sessuale da giovane, ha spiegato agli agenti del Commissariato di aver atteso a far denuncia perché non riusciva ad affrontare il dramma di essersi trovata per la seconda volta di fronte a questo tipo di incubo. Quando vedeva il suo persecutore in stazione, si accodava agli altri passeggeri chiedendo di non esse lasciata sola. Ma non sempre questo era sufficiente. Ieri le manette sono scattate ai polsi dell’aggressore, portato in carcere a Monza in attesa della convalida del fermo.

Insomma, sui treni lecchesi non c’è pace e, evidentemente, nessun controllo. Infatti dire che si tratti di un caso isolato, sporadico, casuale, è impossibile. È di agosto la dichiarazione dell’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato che aveva messo nella black-list delle linee ferroviarie più pericolose proprio quelle lecchesi e in particolare la Lecco-Molteno-Monza-Milano e la Lecco-Carnate-Milano.

Se l’oramai famoso caso dell’extracomunitario che aveva colpito lo scorso 9 settembre una ragazza e una signora nel sottopasso tra piazza Stazione e via Balicco può essere riportato a dinamiche psichiche più che delinquenziali, non altrettanto si può dire dei due extracomunitari di 35 anni che il 17 settembre si erano affrontati sui binari a suon di calci e pugni, con spargimento di sangue e scene di panico tra i pendolari.

L’ultimo episodio per gravità? Un senegalese che venne fermato l’11 ottobre e che diede in escandescenze tali da cercar di rubare la pistola d’ordinanza a un agente della Polizia Ferroviaria. A inizio anno, poi, due gruppi di nordafricani si erano scontrati sul piazzale della stazione di Lecco a colpi di bottigliate e coltelli. Una rissa tra marocchini ad egiziani, sedata a fatica dalle Forze dell’Ordine, che aveva portato alla firma del “patto per la sicurezza” in Prefettura a Lecco.

Troppi episodi

Ma i precedenti sono davvero tantissimi. Il più grave, forse, la violenza sessuale perpetrata ai danni di una ventenne il 27 febbraio 2018, poco meno più di un anno fa, nei giardini di corso Matteotti da parte di un giovane italiano che l’aveva seguita a partire dal suo arrivo in stazione. Nel 2017 un nigeriano di 31 anni aveva molestato una ragazza sul treno da Milano a Lecco ed era poi stato arrestato il 3 agosto a Milano dopo un altro tentativo di violenza andato male.

La soluzione? Rafforzamento dei controlli in stazione a Lecco e sui treni. Più Vigilantes e più Polfer. Ma anche altre misure molto meno efficaci. Come quella che annunciò lo scorso agosto De Corato stesso: “Gli appartenenti alle forze dell’ordine possono viaggiare gratis sui treni, in modo da dare maggiore sicurezza sia ai passeggeri, sia al personale”. Prefettura, Rfi e Comune, poi, hanno deciso di chiudere il sottopassaggio di via Balicco dall’una alle quattro di notte, quando non passano i treni.


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