Pd, documento di 7 segretari provinciali lombardi: prezioso il lavoro di Martina
Giovanni Curti, segretario provinciale Pd Sondrio

Pd, documento di 7 segretari provinciali lombardi: prezioso il lavoro di Martina

«Dal voto del 4 marzo ad oggi abbiamo lavorato nei nostri territori per tenere insieme» il Pd. «Da tutti i nostri iscritti e militanti emerge una richiesta di unità pressoché unanime». Lo affermano in un documento sette segretari provinciali del Pd in Lombardia.

«Dal voto del 4 marzo ad oggi abbiamo lavorato nei nostri territori per tenere insieme» il Pd. «Da tutti i nostri iscritti e militanti emerge una richiesta di unità pressoché unanime». Lo affermano in un documento sette segretari provinciali del Pd in Lombardia: Fausto Crimella, segretario provinciale Pd Lecco, Giovanni Curti, segretario provinciale Pd Sondrio, Michele Orlando, segretario provinciale Pd Brescia, Angelo Orsenigo, segretario provinciale Pd Como, Matteo Piloni, segretario provinciale Pd Cremona, Gabriele Riva, segretario provinciale Pd Bergamo, Pietro Virtuani, segretario provinciale Pd Monza e Brianza.

«A nessuno sfugge la delicatezza del momento che stiamo attraversando. In gioco non c’è solo una qualsiasi discussione, ma il futuro stesso del nostro partito. Ed è per questo motivo che in molti stanno guardando con preoccupazione a quanto sta avvenendo. Troppe divisioni, troppi personalismi», proseguono.

“Qui non si tratta di esprimere liberamente le proprie idee - insistono - si tratta di rispettare, da parte di tutti, sia i ruoli che i luoghi. Si tratta di farsi carico, tutti, di un metodo che aiuti a tenere insieme una comunità, la nostra, che vive un grande e delicato momento di smarrimento».

«Il lavoro dei Governi a guida Pd - proseguono - è stato, ed è, un lavoro straordinario. Il lavoro del segretario reggente Martina è un lavoro molto positivo e prezioso, di cucitura e di ricostruzione, in una fase delicata e del tutto in salita. L’avvio del momento di confronto tra gli iscritti circa il ruolo del nostro partito, chiamato a scelte difficili, è stato accolto con favore. Un metodo nuovo che può aiutarci a rimettere al centro la nostra funzione e rafforzare la nostra comunità».

«Disperdere questo impegno ci indebolirebbe ulteriormente. Un lavoro che va sostenuto, in ogni luogo e da tutti, per affrontare quella discussione che nei territori abbiamo iniziato ma che, senza una fase più ampia e collegiale, rischia di essere inutile», concludono.


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