Paderno, l’ira dei pendolari  «Il ponte è chiuso e nessuno fa nulla»
Paderno - Secondo i pendolari, i treni e i bus aggiuntivi non bastano

Paderno, l’ira dei pendolari

«Il ponte è chiuso e nessuno fa nulla»

Il Comitato chiede di coinvolgere il Politecnico

per capire le cause delle anomalie registrate dai sensori

A distanza di quasi due settimane dalla chiusura del ponte di Paderno, ancora tutto tace. Non si vedono operai, le ordinanze non sono state emanate, i treni viaggiano in ritardo, le code continuano. E i sindaci non si mettono d’accordo.

Questa la conclusione che traggono i pendolari del Comitato del Meratese: «Si Immagina - chiosa il portavoce Francesco Ninno - che le urgenti attività che hanno obbligato alla chiusura immediata di un ponte così importante, ad oggi siano state opportunamente pianificate: E oggi dovrebbe essere chiara anche la pianificazione della manutenzione. Invece tutto tace».

«Regna il caos - sostiene - sorgono comitati spontanei, gruppi a difesa dell’interesse di tizio o del commerciante caio, i sindaci si dividono, l’unica informazione tecnica è la relazione del 2015». Tutti scomparsi, nessuno se ne occupa. E le dichiarazioni dei primi giorni per comparire sui giornali sono ormai dimenticate.

«In questi giorni - prosegue Ninno -c’è la completa latitanza di tutti gli organi coinvolti, dalla Regione alle Province a Rfi. Forse sperano che i pendolari si arrangino e si “abituino».

Ma i pendolari non dimenticano, visto che vivono sulla propria pelle i continui disagi.

« In considerazione delle anomalie registrate - dice ancora il portavoce - chiediamo di incaricare un soggetto terzo, Politecnico, o altri che mediante verifiche sul posto e prove puntuali, prove di carico, possa individuare le cause delle anomalie registrate dai sensori e certifichi l’inagibilità del ponte per l’attuale uso del ponte. Il soggetto terzo verifichi se con schemi di carico meno gravosi si possa garantire il transito. Se possa essere garantito il transito almeno ferroviario chiusura al traffico stradale riducendo così gli stress a fatica. Se possono transitare convogli ferroviari più leggeri, con peso per asse di 16 tonnellate, rispetto a quelli attualmente in circolazione e se possa essere garantito il transito ciclopedonale».

Ma non è finita. Pur con lo sforzo straordinario per aggiungere treni e navette bus, i pendolari chiedono a Trenord: «Che cosa ne è dei treni promessi da Trenitalia per ottobre? È necessario che parte di questi siano destinati fin da subito al potenziamento della S8 Milano-Carnate-Lecco, linea che è stata presa d’assalto dai poveri viaggiatori provenienti dalla Bergamo-Milano via Carnate ai quali era stato promesso il mantenimento della tratta Paderno-Garibaldi ma che nella realtà vengono puntualmente cancellati».


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