Olginate, l’arrivo dei profughi a Capiate

«Noi residenti, questa è un’imposizione»

Confronto teso tra gli abitanti della frazione e l’amministrazione comunale

«Abbiamo preteso garanzie dalla Prefettura» ma la gente teme per sicurezza e malattie

Olginate, l’arrivo dei profughi a Capiate «Noi residenti, questa è un’imposizione»
Un momento dell’incontro con i residenti della frazione Capiate

«L’ex scuola di Capiate non diventerà un centro d’accoglienza. I 14 profughi resteranno qui al massimo per un mese e poi non arriverà più nessuno. Di fronte alle richieste avanzate della Prefettura, per evitare che ci venisse imposta una situazione, abbiamo deciso di agire ponendo delle condizioni, ovvero, una tempistica precisa, un numero massimo di persone e un gestore che fosse affidabile».

Ha cercato di fare chiarezza, il sindaco Rocco Briganti che lunedì sera, in fretta e furia, ha convocato insieme alla sua giunta e ai consiglieri di maggioranza, un incontro con la popolazione di Capiate per informare sull’imminente arrivo - mercoledì sera - di un gruppo di profughi: 14 uomini di età compresa tra i 20 e i 25 anni, originari dell’Africa subsahariana che attualmente si trovano nella scuola “Stoppani” di Maggianico. Come abbiamo già riferito, alloggeranno fino al 17 agosto nell’ex scuola, oggi “Casa delle associazioni”.

Un incontro animato, durante il quale alcuni residenti hanno alzato la voce ed è stato difficile per i relatori, tra cui il vicepresidente della cooperativa “Progetto Itaca” di Erba, Stefano Palladino rispondere alle domande di chi voleva capire e chiedeva rassicurazioni.

centesimo perché riceviamo i soldi tramite la Comunità europea. Ovvero 35 euro al giorno a persona, che servono per il cibo, spese mediche e legali, e per i nostri operatori. Ai ragazzi diamo 2 euro 50 al giorno. Se notate comportamenti sbagliati, fatecelo sapere».

Il dibattito con i residenti, negli ampi servizi su “La Provincia di Lecco” in edicola mercoledì 15 luglio.

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