Nuova beffa agli anziani via Sms  Il vaccino, ma a 38 km da Lecco
La convocazione ricevuta nelle prime ore di ieri da decine di anziani lecchesi

Nuova beffa agli anziani via Sms

Il vaccino, ma a 38 km da Lecco

L’assurdo Il sistema Aria dirotta la moglie al Manzoni e il marito a Sant’Omobono Terme. Ats Brianza: «Presto nuovi appuntamenti. La Regione ha sbagliato le convocazioni del 29 e 30»

Non c’è pace sotto i vaccini. Centri vaccinali over 80 a Mandello, Bellano, Oggiono, Olgiate, Introbio, Casatenovo… E Sant’Omobono Terme. Sì, avete capito bene. In provincia di Bergamo, in valle Imagna. Ben 38 chilometri e un’ora buona di auto “su per i bricchi” come direbbero i nostri anziani. È il caso di tanti lecchesi che hanno ricevuto un appuntamento tra il 29 e il 30 marzo.

Un’odissea

Marito e moglie vengono dirottati uno a Sant’Omobono e l’altra a Lecco. «Mio suocero Alfonso è stato mandato a Sant’Omobono Terme a vaccinarsi con grande sorpresa di tutti – spiega Barbara Garavaglia, giornalista già direttrice di Leccofm – Stiamo convincendolo ad andare lo stesso. Dovremo organizzarci perché mandare un uomo di 82 anni a farsi vaccinare a più di 40 chilometri di distanza…

«E se avesse qualche reazione? Che fa là da solo? Una cosa da fuori di testa. All’inizio abbiamo pensato tutti a un errore perché è fuori provincia, lontana. Poi ho cominciato a ricevere messaggi di conoscenti anche loro mandati là. Sono andato a vedere dove fosse su Google Maps…». E invece la moglie di Alfonso, Emma, è stata mandata in via dell’Eremo a Lecco: «Sì l’assurdo è questo: moglie da una parte, marito dall’altra. Se fosse uno a Lecco e l’altro a Valmadrera, vabbè, ma così è davvero assurdo. C’era una nonna che è venuta da Colico con la Croce Rossa, ma forse perché non avevano ancora aperto il centro di Bellano.

«Ma così non sappiamo cosa dire. Tra l’altro è il 29 marzo alle 17… Figuriamoci se lo possiamo lasciar andare da solo… Per me è un bug del sistema di prenotazione regionale… Lecco e la Val Imagna possono sembrare contigui, ma ci sono le montagne di mezzo e la provincia è diversa. E non è l’unico. Ma cosa si deve fare? Lasciar scadere l’appuntamento e aspettare che ne diano un altro? È un rischio che non vogliamo correre di questi tempi».

Disagi nei trasporti

Senza parlare di quelli che non possono muoversi da soli, perché magari non guidano più. È il caso di Matteo Possenti, il cui padre Luigi è stato anch’egli direzionato verso Sant’Omobono Terme: «Hanno chiamato mio padre, un uomo di 87 anni, in un Ats diversa, senza sapere se ha la patente o no. Lui ce l’ha ma non va di sicuro da solo fin lassù. Ad amici dei miei li hanno mandati al San Gerardo di Monza, raggiungibile in treno e comunque più comodo… Ma come si fa?». Gianfranco Scotti, classe 1941, noto storico, studioso della lingua lecchese, e giornalista, invece, ha ricevuto un appuntamento “normale”, il 25 marzo prossimo. «Ho sentito che qualcuno l’hanno mandato anche in altri posti… A me è andata bene: dovrò vaccinarmi a Lecco. Per fortuna. Però certi sbagli, se di sbagli si tratta, sono assurdi…».

Per fortuna l’allarme è rientrato appena lanciato. Nel senso che Ats Brianza ha spiegato che la “colpa” non è sua ma di Aria, l’agenzia regionale innovazione e acquisti, che ha sbagliato a mandare gli Sms ai lecchesi: «Tutti i cittadini che hanno ricevuto l’Sms che li manda su Bergamo verranno richiamati oggi (ieri per chi legge, n.d.r.) via telefono e verrà dato loro un nuovo appuntamento a Lecco a breve. Fortunatamente gli appuntamenti sbagliati sono dati per il 29 e 30 marzo, per cui c’è tutto il tempo per rimediare».

Tutto è bene quel che finisce bene, ma gli errori e disservizi che si sono susseguiti in questo periodo sono stati tanti e tali che anche i consiglieri regionali hanno preferito rivolgersi a Poste Italiane per quella che sarà la prenotazione della campagna massiva. Insomma, sbagliando s’impAria?


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