Mostra artigianato  per 40mila ingressi
La modella con il vestito simbolo del Made in Como e Lecco

Mostra artigianato

per 40mila ingressi

Lariofiere: da sabato 27 ottobre al 4 novembre 180 espositori e un ambizioso target di visitatori. Sette aree tematiche, mix di innovazione e tradizione

Centottanta espositori e un mondo artigiano di una varietà sempre più sorprendente. Così ieri ai Mulini di Baggero è andata in scena una ricca presentazione dei contenuti e dei volti della Mostra dell’Artigianato.

L’appuntamento, che partirà a Lariofiere sabato 27 ottobre e durerà fino a domenica 4 novembre, vede insieme al centro espositivo di Erba Confartigianato Imprese Como e Confartigianato Imprese Lecco, con le due (in cammino verso l’aggregazione) Camere di Commercio comasca e lecchese.

Il direttore generale di Lariofiere Silvio Oldani ha iniziato a condurre nell’universo che si spalancherà settimana prossima, con aziende provenienti per il 24% da Como, 20% da Lecco, 13% da Monza e ancora un 22% da Milano e Lombardia, nonché 21% dall’Italia. Le aree tematiche sono arredamento, moda casa, enogastronomia, nuove tecnologie, oggettistica e regalo, restauro. Manifattura e virtuale: digitale e scalpello per dirla con le parole della presidente del Comitato organizzatore Elisabetta Maccioni.

Il vicepresidente di Lariofiere Roberto Galli, che ha portato i saluti del presidente Giovanni Ciceri ha ribadito l’importanza di questa edizione, che è ancora più coinvolgente: «Davvero l’obiettivo è superare i 40mila visitatori».

Per Confartigianato Lecco è intervenuto il presidente Daniele Riva che è anche presidente camerale e ha lodato l’attenzione per gli stand: «Questa è la prima cosa che si nota, la cura dedicata. La passione per il lavoro e per l’area espositiva». Passione tra l’altro tramandata di padre in figlio.

Certo, i problemi per le microimprese restano tanti. Il presidente di Confartigianato Como Marco Galimberti ha citato tre percentuali che dicono tutto: «Da una nostra indagine l’86,93% degli intervistati ritiene che la pressione fiscale sia ormai insostenibile, il 78,98% vede nella burocrazia l’ostacolo più impervio allo sviluppo e il 50,57% punta il dito contro un costo del lavoro che limita la competitività. Eppure l’artigiano continua a crederci e lo dimostra anche con la partecipazione a questa mostra».

Questa è la base su cui ripartire, l’ha detto anche il segretario generale della Camera lecchese Rossella Pulsoni, dichiarando tutta l’ammirazione per il mondo artigiano. «E l’importanza – ha continuato – del capitale umano e della formazione su cui investire per dare una prospettiva, governare la tecnologia, non esserne governati».

Davvero tantissime le aree coinvolte, con progetti anche specifici come quello dedicato alla Russia per l’arredamento. Oppure le sfilate di moda, che coinvolgono anche le scuole.

Di sicuro si punta molto sui nuovi artigiani, sia come nuove leve da preparare sia come gli imprenditori che stanno affiancando i padri o sono subentrati o ancora hanno lanciato una loro attività. Concetto su cui si è soffermato Flavio Bassani, vicepresidente dei giovani di Confartigianato Lombardia (è intervenuto anche il presidente del Coordinamento giovani Davide Carnevali). Una dichiarazione di orgoglio, dove «promuovere la filosofia artigianale e imprenditoriale significa anche far capire le proprie attitudini, non fermarsi a quello che vogliono i genitori». A questo proposito ci saranno anche prove di colloqui e altre iniziative per far toccare con mano quanto cercano le aziende.

Tra le curiosità, anche l’intervento di Rudy Zerbi che – ha spiegato ancora Maccioni – spiegherà l’importanza dell’errore. Si racconterà al pubblico della Mostra dell’artigianato mercoledì 31 ottobre alle 20 in sala Porro: non solo selfie, ma viaggio nella capacità di mettersi in discussione per crescere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA