Morti sospette in corsia  Il medico e l’infermiera  “capaci di intendere”
L’ospedale di Saronno

Morti sospette in corsia

Il medico e l’infermiera

“capaci di intendere”

La perizia sulla coppia di Lomazzo e Rovellasca per i decessi avvenuti all’ospedale di Saronno

Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga sono capaci di intendere e volere: lo ha stabilito la perizia effettuata dai professori Franco Martelli e Isabella Merzagora, nell’ambito dell’udienza preliminare che si sta svolgendo a Busto Arsizio. I due stanno rispondendo in tribunale di omicidio volontario e di omicidio volontario in concorso nell’ambito dell’inchiesta “Angeli e Demoni”: l’infermiera di Lomazzo in servizio a Saronno è accusata, in concorso con Cazzaniga, del decesso di Maria Rita Clerici, Massimo Guerra e Luciano Guerra, rispettivamente madre, marito e suocero di lei.

Invece l’ex vice primario del pronto soccorso dell’ospedale di Saronno - residente a Rovellasca - è accusato anche della morte di nove pazienti. I due indagati molto probabilmente sceglieranno di essere giudicati secondo il rito ordinario in Assise, ma questo aspetto dovrebbe essere confermato con certezza nella prossima udienza.

Intanto a far discutere sono le due perizie. La perizia non ha determinato rapporti di sudditanza della Taroni rispetto a Cazzaniga, che viene definita “lucida e vigile”: «L’incontro con il Cazzaniga – si legge nella perizia - ha verosimilmente facilitato o creato le condizioni perché quanto è accaduto si verificasse, senza che fra i due si possa individuare un incube e un succube».

«La signora – si legge nella perizia - è apparsa alla nostra osservazione, quale persona decisa, volitiva, in grado di ben autodeterminarsi». Nella relazione tecnica, Cazzaniga è stato descritto come un uomo lucido, consapevole di ciò che stava facendo: viene sottolineato anche un problema di narcisismo.


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