Morti in corsia a Saronno  Cazzaniga ai domiciliari
Saronno - Leonardo Cazzaniga a processo per le morti sospette all'ospedale di Saronno

Morti in corsia a Saronno

Cazzaniga ai domiciliari

L’ex viceprimario del pronto soccorso era da tre anni in carcere

La Corte d’Assise del Tribunale di Busto Arsizio (Varese) ha accolto la richiesta di custodia cautelare ai domiciliari per Leonardo Cazzaniga, ex viceprimario del pronto soccorso di Saronno (Varese), presentata dal suo avvocato Ennio Buffoli la scorsa settimana. Il medico, a processo per dodici morti sospette in corsia e tre nella famiglia dell’ex amante infermiera Laura Taroni, dopo tre anni di carcere, andrà a casa dei genitori con il braccialetto elettronico.

Sospeso dall’Ordine dei Medici dopo il suo arresto, Leonardo Cazzaniga, ex vicepreprimario del pronto soccorso di Saronno (Varese) a processo con l’accusa di aver ucciso quindici persone somministrando loro farmaci in sovradosaggio, non può più esercitare e per questa ragione non avrebbe alcun modo di interagire con alcun paziente. Questa la tesi sostenuta dai suoi difensori per chiedere che dal carcere possa continuare la custodia cautelare in carcere, accolta dalla Corte D’Assise del Tribunale di Busto Arsizio (Varese).

L’avvocato Ennio Buffoli e il collega Andrea Pezzangora, hanno inoltre evidenziato come Cazzaniga si sia comportato sempre correttamente durante la sua detenzione. Ora, fino alla fine del processo che riprenderà il 21 ottobre, starà a casa con i genitori, nel milanese.

Il medico era stato arrestato nel novembre del 2016 con l’accusa di aver causato la morte di dodici pazienti in corsia e marito, mamma e suocero dell’ex amante Laura Taroni, condannata in Appello a 30 anni per due morti in concorso su tre. Secondo l’accusa, l’inchiesta ’Angeli e Demonì è a firma del Procuratore della Repubblica Gianluigi Fontana e del pm Maria Cristina Ria, avrebbe provocato la loro morte somministrandogli in rapida successione quantitativi eccessivi di farmaci.


© RIPRODUZIONE RISERVATA