Mercati emergenti    Il legno arredo guarda a Oriente
Il Salone del Mobile 2016 a Shanghai: anche quest’anno la Cina ospiterà la manifestazione

Mercati emergenti

Il legno arredo guarda a Oriente

Export: il caso dello store di B&B Italia a Giacarta conferma l’aumento degli investimenti nell’area. Grandi aspettative sullo sviluppo del business in Cina

La Cina, il più grande mercato potenziale. Ma il Giappone è un partner prezioso. E ancora, attenzione che ci sono aree che stanno emergendo con un passo sempre più veloce, come la Corea del Sud o l’Indonesia. Lo documenta il rapporto FederlegnoArredo per il 2016. Come pure l’esperienza concreta delle aziende del Distretto brianzolo. Un esempio è la recente apertura di B&B Italia di uno store in Indonesia o di Molteni, che ha voluto rafforzare la presenza in Giappone.

Oggi il 50% della produzione italiana va oltre i confini nazionali. Già nel 2015 il nostro Paese si era piazzato nelle prime tre posizioni come principale fornitore di mobili nel pianeta: prima di noi, la Cina con ben altra qualità però. Il 2016 ha visto la conferma di questo trend. Lo scorso anno si è esportato arredo per 15,3 miliardi di euro, il che significa un incremento dell’1% rispetto all’anno precedente. L’Europa ha fatto la parte del leone se si pensa che l’Unione europea con 15 Paesi e la Svizzera incidono sul totale per il 54%. Stati Uniti e Canada sono rilevanti in questa mappa, con il 9,7%. L’Asia tuttavia è un mercato dinamico e particolarmente interessante per le nostre imprese: quella orientale pesa per il 6,7%, con una crescita del 5,8%. Quella centrale, si sta muovendo con l’1,1% di incidenza, e un aumento del 3,9%.

Un Paese che si sta facendo notare, ad esempio, è la Corea del Sud, con un aumento di acquisti di mobili da noi del 23,9%.

Nel rapporto la Cina è certo vista come il mercato che può dare i risultati più eclatanti in futuro: non a caso, si torna a fare un potenziato Salone a Shanghai. Questo anche per l’urbanizzazione che la sta caratterizzando: il tasso ha raggiunto il 55,9% nel 2015 e sta crescendo ancora, sfiorerà il 60% per l’anno prossimo. Ci si trasferisce in città, si costruisce e ovviamente si arredano i palazzi, con un gusto sempre più raffinato.

Il primo fornitore della Cina è l’Italia, per l’arredo, e pesa per il 15%. La Brianza è tra le zone che più hanno investito in aperture di filiali e store, proprio cavalcando l’onda appena era stata percepita. Segue, a tre punti percentuali, la Germania, poi gli Stati Uniti. In tutto il colosso asiatico importa dal mondo 1.874 milioni di euro per quanto riguarda questo comparto.

Da ricordare anche che allo scorso Salone del Mobile di Milano sono entrati 40mila cinesi. Tra di loro, molti si sono fermati poi nelle aziende brianzole, a ridosso del capoluogo lombardo e capaci di dare le migliori risposte a clienti sempre più esigenti.

Ma le zone dell’Asia che vogliono il made in Italy – made in Brianza in testa – stanno diventando sempre più numerose e dinamiche. Non a caso, le nostre aziende stanno guardando a realtà diverse, come l’Indonesia.

B&B Italia ha recentemente aperto un nuovo store monomarca proprio a Giacarta in partnership con Magran: la società di Novedrate aveva siglato una collaborazione che lo rende distributore esclusivo del marchio in Indonesia.

Parliamo di un’area esclusiva nel sud della città, con uno spazio su un unico livello per 650 metri quadrati interamente dedicati agli arredi di B&B Italia e Maxalto. Proposte selezionate per le zone giorno, notte e l’outdoor, il lifestyle internazionale delle prestigiose collezioni dell’azienda. Insomma, gli investimenti continuano e c’è molta attenzione a prodotti specifici. Una curiosità: i materassi, nella filiera esaminata dal rapporto, hanno fans in crescendo in Polonia, ma poi in Paesi orientali come Giappone e Corea del Sud.

Segnali importanti di speranza, tanto più di fronte a un mercato perso in modo pesante per la Brianza, quello della Russia. Due anni fa il calo più drammatico, del 27,8%, ma è anche vero che rispetto ad altri fornitori già ci siamo difesi. Il grosso problema – di fronte a segnali controtendenza, come il ripresentarsi dei russi al Salone del Mobile di Milano - è piuttosto rappresentato dalla conferma delle sanzioni nei confronti di questo Paese.


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