Maggi, eroe lecchese a Como

Il medico dei parti impossibili

Michela è nata di ventitré settimane, pesava appena 460 grammi. Il primario di ostetricia al Sant’Anna vanta un’esperienza decennale

È lecchese il primario di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Sant’Anna di Como dove lo scorso 31 dicembre, dopo sole 23 settimane di gestazione e con un peso di 460 grammi, è venuta alla luce con un parto cesareo d’urgenza la piccola Michela, dimessa in questi giorni al termine di una degenza in patologia neonatale.

Renato Maggi, classe 1948, dal 2004 è a capo del reparto dell’ospedale comasco, in cui è giunto dopo una lunga carriera svolta quasi interamente tra le corsie della clinica Mangiagalli di Milano, il più importante centro nascite d’Italia con circa 7mila parti all’anno, di cui mille con problematiche che richiedono il ricovero in patologia neonatale.

Una lunga e consolidata esperienza quindi, unita all’indispensabile dose di sangue freddo che un bravo medico deve sempre avere, ha consentito al primario lecchese di prendere quella prima, decisiva scelta che ha salvato la vita alla piccola Michela e alla sua mamma Rosetta Guarascio di Olgiate Comasco (Como). Allertato verso le 12 del 31 dicembre scorso, come lui stesso ricorda, si è trovato di fronte ad una situazione davvero critica e, consapevole dei rischi a cui quella creatura così piccola andava incontro, ha comunque deciso di intervenire con un cesareo d’urgenza. «La situazione della mamma di Michela era complicata. Aveva un’infezione in corso, si erano rotte le membrane ed era in condizioni critiche. L’unica possibilità era procedere con un cesareo d’urgenza, pur sapendo quali rischi correva la piccola, dato che la paziente era solo alla 23esima settimana di gestazione».

La vicenda si è poi conclusa definitivamente in questi giorni: Michela, la cui nascita all’inizio della gravidanza della madre era attesa per il 26 aprile, è stata dimessa venerdì scorso dal reparto di patologia neonatale, è in perfette condizioni di salute e oggi pesa 2,5 chilogrammi.

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