Lurago d’Erba:«Papà ha urlato  Poi lo scontro e il silenzio»
Stefano Meroni con papà Carlo e il tandem usato durante gli allenamenti

Lurago d’Erba:«Papà ha urlato

Poi lo scontro e il silenzio»

Stefano Meroni racconta l’incidente di Bellano mentre si allenava in tandem con il genitore ancora grave all’ospedale di Varese

«Papà ha urlato per il sopraggiungere dell’auto. Poi ho sentito il botto tremendo e sono volato di alcuni metri rimbalzando sulla strada».Stefano Meroni, 33 anni, campione ipovedente col suo tandem nel ciclismo paralimpico, racconta il drammatico incidente avvenuto nella poco prima delle 11 di giovedì 1 luglio a Bellano. Uno scontro frontale con una Passat in cui ha avuto la peggio papà Carlo, 64 anni, allenatore e primo tifoso del figlio. L’uomo versa ancora in gravi condizioni e in prognosi riservato con coma indotto all’ospedale di Varese mentre il figlio è stato dimesso dall’ospedale di Lecco. Giovedì Stefano, che lavora come funzionario all’ufficio tecnico del Comune di Como, aveva deciso di prendersi una giornata di ferie per tornare sul suo tandem con il padre che lo ha sempre sostenuto, allenato e accompagnato in questa passione che ha portato Stefano a vincere tutto in questi ultimi sette anni. «Dopo un anno in cui non ho mai staccato, ci siamo detti: prendo un giorno di ferie e andiamo ad allenarci in settimana, quando ci sono poche persone. Chi avrebbe mai immaginato quello che poi è successo – racconta Stefano, ancora provato dall’accaduto e soprattutto preoccupato per le condizioni di salute del padre – Stavamo scendevamo da Varenna con il tandem. Ho sentito papà che gridava per farsi sentire dalla macchina che svoltava. Credo che non ci abbia proprio visti e sentiti e ci ha centrato in pieno. Pochi secondi e un botto tremendo. Mi sono sentito sbalzare di alcuni metri e sono rotolato sull’asfalto, sbattendo sul lato destro e sinistro fino a fermarmi a bordo strada. Quando ho capito nessun altro avrebbe potuto investirmi ho iniziato a gridare per chiamare papà, ma non mi rispondeva. Ho subito intuito la gravità delle sue condizioni». «Chi era lì ha chiamato immediatamente i soccorsi che sono arrivati tempestivamente: Ho riportato una frattura alla spalla e una al mignolo ma, mentre mi soccorrevano, pensavo a papà. Ho sentito che è arrivato l’elisoccorso e lo hanno portato via col verricello. Qualcuno dei presenti mi ha detto che durante i soccorsi papà si è svegliato, ma non parlava. I medici ci hanno detto che ha riportato problemi a livello cerebrale: la situazione però sembra che si stia stabilizzando. Io e mamma attendiamo e non ci resta che sperare». Stefano, figlio unico, dà forza a mamma Marilena: «Papà è il nostro perno in tutto – commenta commosso – Ora dobbiamo solo aspettare e sperare che arrivino notizie positive».

(Simone Rotunno)


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