Livigno guarda al mercato turistico cinese
Alla conferenza sulla Cina i rappresentanti della fondazione Italia Cina e di Osm 1816

Livigno guarda al mercato turistico cinese

Primo incontro degli operatori promosso dall’Associazione turismo e commercio della località. Un bacino di 220 milioni di persone a cui far conoscere le Alpi del Piccolo Tibet, accreditandosi sui siti ufficiali.

Da quando nel 1990 il governo cinese consentì ai suoi cittadini di poter viaggiare all’estero anche per motivi non di lavoro, il miliardo e 500 milioni di cinesi sono diventati potenzialmente tutti turisti. Un bacino di utenza che è una manna per tutti coloro che nel globo vivono di turismo come Livigno. E il Piccolo Tibet non si è fatto cogliere impreparato dalla nuova frontiera di turisti. Secondo le previsioni del governo cinese nel 2025 saranno 220 milioni i cinesi che viaggeranno.

Due aziende di Livigno, Mottolino e Lungo Livigno, hanno fatto da pionieri sulla via di Marco Polo e rivolgendosi alla Fondazione Italia Cina, fondata da Cesare Romiti per aiutare le aziende italiane ad oltrepassare la muraglia cinese evitando tanti ostacoli nell’insediarsi, hanno depositato il loro logo con tanto di certificazione del governo cinese sulla piattaforma nella quale pescano i tour operator cinesi.

«L’abbiamo fatto per evitare che qualcuno ci rubasse il logo», spiega l’amministratore delegato di Mottolino, Marco Rocca. La strada da fare è ancora lunga anche perché la concorrenza si è già mossa. Ad esempio, le scuole sci del Canada hanno già inviato i loro maestri a insegnare in Cina, curando anche la formazione dei maestri di sci locali. Nella terra della seta amano lo sci, visto che sono 12 milioni gli appassionati, che per la maggior parte sciano negli impianti indoor del loro Paese, sognando però le piste americane, canadesi o svizzere perché, come hanno rivelato gli operatori presenti al convegno di Livigno, «per i cinesi le Alpi sono in Svizzera. Per prepararsi alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022, saranno 300 milioni gli atleti che lo Stato vuole formare - rivelano gli operatori della Fondazione Italia Cina -. La meta privilegiata dai cinesi è il Giappone, poi dalla Olimpiadi invernali di Corea ha scoperto i tracciati di quel Paese. Amano le città d’arte e, a seguire, l’intera filiera di un prodotto». Proprio per il fatto che le Olimpiadi invernali possano essere un’incredibile calamita per i cinesi, Livigno cerca di scoprire questo nuovo bacino turistico.

«Siamo solo agli inizi - afferma il presidente di Atc Livigno, Roberto Galli -. Ho voluto organizzare questo convegno grazie alla presenza della società di consulenza Osm 1816, che opera da tempo a Livigno, e alla Fondazione Italia Cina per iniziare a scrutare il nuovo orizzonte. Livigno ha tutte le caratteristiche che piacciono al turista cinese, dalle piste da sci alla bellezza naturale, allo shopping. Per prima cosa dovremo attrezzarci per far sì che possano utilizzare le loro carte di credito qui, perché se non possono spendere non vengono. Importante anche imparare qualche parola di cinese e, quindi, in futuro qui a Livigno faremo dei corsi di lingua. È un mercato importante quello asiatico e non dobbiamo farci cogliere impreparati». Il primo passo da fare per gli hotel è quello della certificazione nel registro cinese grazie alla Fondazione Italia Cina.

«Ma dovremo fare sistema - spiega Galli -, dall’amministrazione comunale all’Apt, a tutto il comprensorio per avere successo nella nostra proposta in Cina».


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