Lecco: una tecnologia nuova e green

È tra i candidati alla ex Leuci

Fra i numerosi promotori della città della luce, il progetto messo a punto da ex lavoratori Leuci e associazioni, c’è Lucio Vaccani, un ingegnere che aveva dato vita sei anni fa alla start-up innovativa Sinnotech

Lecco: una tecnologia nuova e green È tra i candidati alla ex Leuci
L’area Leuci di via XI febbraio

Fra i numerosi promotori della città della luce, il progetto messo a punto da ex lavoratori Leuci e associazioni e presentato alla stampa , c’è Lucio Vaccani.

Vaccani è un ingegnere che aveva dato vita sei anni fa alla start-up innovativa Sinnotech, impresa pronta a entrare nella riconversione dell’area ex Leuci con la tecnologia multipolare e la possibilità di estenderla alle produzioni manifatturiere locali. Vaccani ne ha parlato come rappresentante di Sinnotech e di Alpha Progetti, «due aziende – ha detto – che vogliono entrare nell’iniziativa di città della luce e guidare la filiera del meccanico manifatturiero introducendo la tecnologia cinematica multipolare, innovativa e nata a Lecco, capace di rompere gli schemi della meccanica tradizionale e di portare meno costi e più innovazione per le imprese che decideranno di adottarla». Si tratta, ha spiegato, della messa a punto di un sistema di taglio (plasma, laser e acqua) adatto a molte lavorazioni, una tecnologia che «dà il via alla possibilità di costruire macchine industriali più economiche ed efficienti, più rapide e precise in grado di realizzare una grande gamma di lavorazioni».

Una tecnologia, ha aggiunto, esportabile ovunque ma senz’altro dedicata alle imprese della zona che, data la loro flessibilità, «possono acquisire rapidamente questa tecnologia guadagnandoci in innovazione, produttività e riduzione di costi».

Fra i promotori della Città della Luce c’è anche Graziano Morganti, presidente del distretto rurale Valle dell’Adda che ha unito in contratto di rete 31 aziende del territorio interprovinciale.

Con 64 progetti già approvati da Regione Lombardia, ha spiegato Morganti, «favoriamo il dialogo fra le aziende dell’agricoltura e dell’industria e, per quanto riguarda Città della Luce, registriamo una sintonia d’intenti che nella pratica può dar vita a progetti concreti finanziabili anche coi bandi europei».

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