Lecco. «Tribunale, lavori   appaltati entro fine anno»
La nuova torre del tribunale è ancora vuota

Lecco. «Tribunale, lavori

appaltati entro fine anno»

Il sindaco garantisce il rispetto dei tempi, l’obiettivo è di mettere assieme i fondi necessari e condividerli con il Provveditorato alle opere pubbliche

«L’obiettivo resta quello di appaltare i lavori del Tribunale a fine anno».

È il sindaco Virginio Brivio a ribadire l’intenzione del Comune di restare in linea con i tempi dettati nei mesi scorsi dall’emendamento a firma Gianmario Fragomeli. Quello cioè, che aveva contribuito a trattenere sul tavolo i 4 milioni di euro stanziati dal Cipe per i lavori. Purché, conditio sine qua non, si provveda all’appalto entro il 2021.

Stando a quanto ribadisce il primo cittadino, l’edificio in pietra di Moltrasio non corre rischi: il piano triennale delle opere pubbliche (aggiornato peraltro durante l’ultimo consiglio comunale) colloca saldamente l’opera nel 2020, come del resto conferma l’intenzione diretta di Palazzo Bovara. L’obiettivo è di mettere assieme il gruzzolo in questione (4 milioni statali e 3,6 già stanziati da Lecco) e condividere l’onere di stazione appaltante col Provveditorato alle Opere pubbliche. Il tutto, come detto, entro l’anno. A quel punto, gara e lavori. Niente più da rivedere, invece, sul fronte progettuale.

Le ampissime interlocuzioni intercorse tra Comune (parte in causa anche l’assessore ai Lavori pubblici, Corrado Valsecchi), Tribunale e ministero avevano già condotto a perfezionare la fase esecutiva e definitiva secondo tutti i crismi di uno stabile votato alla causa giudiziaria. Resta comunque aperto il capitolo legato all’uso della torre già ultimata. «L’accordo trovato – aveva confermato lo stesso Brivio a febbraio - consentirà di entrare in funzione presso la Torre al Giudice di Pace, agli uffici dell’Unep, alla sede dell’ordine degli avvocati e agli archivi dello stesso Tribunale».

Passaggio, quest’ultimo, che avrebbe chiuso il primo atto di un capitolo durato almeno quindici anni. Da quando cioè piazza Affari era ancora un acquitrino, la torre uno scheletro e le ditte appaltatrici dell’opera avevano intentato una doppia causa contro Palazzo Bovara. Risolte le grane e riappaltati i lavori, piazza Affari ha riaperto i battenti nel giugno 2016, mentre la torre ha visto il definitivo compimento (dopo un’aggiunta di mezzo milione di euro su richiesta del ministero) lo scorso autunno. Per vedere il Tribunale ritrasferirsi in pianta stabile in riva al lago toccherà attendere anche i lavori di ristrutturazione dell’ala Cereghini. Peccato, però, che ad oggi la torre sia ancora vuota. Tra i corridoi di Palazzo Bovara si vocifera di un’irritazione sempre maggiore da parte della giunta ormai alle battute finali.

La convenzione gratuita sottoscritta, i moderni archivi da 300mila euro, la condivisione dei costi vivi e della sanificazione: sulla carta, al Tribunale non manca nulla per procedere ai traslochi pattuiti. Eppure i rimandi si sprecano, il tempo passa e settembre si avvicina. No, non parliamo delle elezioni, quanto piuttosto del rientro a scuola. Un’eventuale necessità improvvisa di spazi (causa protocolli Covid) di strutture comunali potrebbe anche convincere Palazzo Bovara a dislocare classi e personale scolastico piuttosto che uffici e autorità giudiziarie. Una provocazione? Può darsi, ma si parla pur sempre di carenza di spazi. E una torre vuota, fresca di lavori e in centro città, non potrà che far gola.


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