Lecco: tra gli introvabili   gli operai e i tecnici

Lecco: tra gli introvabili

gli operai e i tecnici

Mercato del lavoro: a 15mila ingressi in azienda si contrappongono quasi 5mila richieste non soddisfatte, le aziende più grandi faticano a trovare amministratori

È il problema più diffuso relativo al mercato del lavoro segnalato da statistiche locali, associazioni di categoria e imprese. Le aziende lecchesi non trovano figure professionali in misura adeguata ai fabbisogni.

Secondo quelle che sono state le previsioni Excelsior Unioncamere (escluse le collaborazioni temporanee) delle imprese per le assunzioni dell’anno 2018, a Lecco nel 31,7% dei casi non si sono trovati i candidati giusti, una percentuale che corrisponde a circa cinquemila persone (su un totale di 15.270 ingressi), quindi cinquemila posti di lavoro disponibili e che le imprese faticano a coprire.

Una carenza che nel Lecchese si avverte sia quando si cercano profili già formati e con esperienza, perché chi li ha se li tiene in genere ben stretti, sia giovani diplomati in materie tecniche, visto che le imprese sono attente a intercettare per tempo quelli che escono dalla maturità con buoni voti.

Secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza e Lodi, a Lecco sono difficili da reperire soprattutto artigiani e operai specializzati in metalmeccanica ed elettronica (ne mancano 1.030, pari al 55,7% dei 1.850 ingressi della categoria). La carenza è pesante anche per chi a Lecco cerca addetti in professioni tecniche in campo scientifico, ingegneristico e produttivo. Il resto riguarda la difficoltà di trovare ingegneri e architetti (170), conduttori di veicoli per l’industria (ne mancano 410, il 40,6% del fabbisogno), tecnici amministrativi e finanziari (310, il 36%), artigiani e operai specializzati in edilizia (210, il 34,4%), addetti qualificati del turismo (480, il 22%), mentre nel commercio e nei servizi il bisogno di figure qualificate c’è ma è contenuto (ne mancano 160, l’11%). A Lecco le imprese di più grandi dimensioni l’anno scorso hanno faticato a trovare la metà dei 40 amministratori e direttori generali che cercavano.

Il dato lecchese segue (e amplifica) quella che in Lombardia è una tendenza generale su specifiche professionalità, visto che nella regione. Nelle province mancano operai specializzati in meccanica di precisione, stampa e gli artigiani artistici soprattutto a Milano (69,7% la percentuale di difficoltà e 1.220 gli ingressi), gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, fisiche e naturali a Brescia (62,5%, 320), Monza Brianza (68,2%, 660), Bergamo (65,5%, 580), i conduttori di impianti industriali a Sondrio (63,6%, 110), gli artigiani e operai specializzati in metalmeccanica ed elettronica a Cremona (55,6%, 1.620), gli ingegneri a Mantova (63,6%, 220), gli amministratori o direttori di grandi aziende a Lodi (100%, 10) e i responsabili di piccole imprese a Pavia (100%, 20), Varese e Como (100%, 10).

Nell’insieme regionale nel 2018 le imprese non hanno trovato a sufficienza soprattutto gli specialistici in scienze matematiche, informatiche, fisiche e naturali (57% e 8.240 ingressi), gli artigiani e operai specializzati in metalmeccanica ed elettronica (51,5% e 54.630 ingressi) e gli operai specializzati in meccanica di precisione, stampa e gli artigiani artistici con una difficoltà di reperimento del 49,1% su un totale di 3.260 ingressi.


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